L’obiettivo era l’abbattimento di 50-80 cinghiali in due anni, ma dopo quattro mesi dall’inizio degli appostamenti i cacciatori volontari del Parco dei Colli hanno già raggiunto la cinquantina di capi. L’ente Parco, però, non intende fermarsi a questo risultato: le attività di eradicazione dei cinghiali che scorrazzano nei 600 ettari della del Giongo continuano senza sosta, perché gli esemplari in circolazione, secondo le recenti statistiche, sembrerebbero in numero superiore rispetto alle prime stime fatte nei mesi scorsi. «Oltre a creare notevoli danni al territorio, i cinghiali hanno un forte impatto su diverse specie e vegetali – spiega Gianluigi Cortinovis, presidente del Parco dei Colli –. Sommando anche l’attività della Polizia provinciale, si superano i 60 esemplari prelevati da inizio anno».

Uno degli ultimi, catturato nella valle del Giongo la scorsa settimana, pesava poco più di un quintale. «Si trattava di un esemplare adulto – precisa Alberto Sonzogni, uno dei capi squadra –. In totale, con i cinghiali abbattuti negli ultimi quattro mesi, si sono raggiunti i 1.500 chilogrammi di peso. Una decina era sotto i quattro mesi di età, mentre una buona parte erano sub-adulti». I primi mesi di controllo hanno consentito al Parco dei Colli di perfezionare la stima iniziale dei cinghiali in circolazione. «Dai dati raccolti in questi mesi – afferma il presidente Cortinovis – ipotizziamo che siano più di 200 gli esemplari di cinghiali nel Parco dei Colli. Il nostro obiettivo sarà quello di contenere il più possibile la loro riproduzione. Intanto proseguirà il monitoraggio con la raccolta di dati come il peso, l’età e il sesso degli animali abbattuti, utili per comprendere la loro potenzialità riproduttiva».

La sinergia tra cacciatori, Comuni, Provincia e Parco intende salvaguardare la biodiversità del territorio e l’agricoltura di qualità che si esercita all’interno del Parco, con un’attività scrupolosa e ben organizzata. «Sono una ventina – spiega un altro capo squadra, Silvano Sonzogni – i punti individuati all’interno del Parco dei Colli per l’appostamento, in cui si “attirano” i cinghiali depositando i prodotti alimentari di cui vanno ghiotti». Gli operatori faunistici volontari, divisi in cinque squadre, si appostano dalle 18 fino a notte fonda, in attesa che qualche cinghiale alla ricerca di cibo cada nella trappola: «Agiamo prevalentemente in coppia – precisa Sonzogni –. Appena si sentono dei fruscii, un operatore punta la preda con un faro alogeno, mentre l’altro, aiutandosi con un mirino con puntatore montato sull’arma, spara il colpo».

Ogni colpo viene registrato, e se l’esemplare viene abbattuto lo si identifica immediatamente con una fascetta, per poi trasportarlo al macello della ditta Mangili Mario di via Sombreno a Paladina, convenzionata con il Parco dei Colli e reperibile 24 ore su 24: «Qui gli animali vengono eviscerati, macellati e controllati – spiega il titolare Oliviero Mangili –. Il giorno successivo un veterinario dell’Asl visita i capi effettuando l’esame trichinoscopico. Dopodiché, se l’esito dell’esame è favorevole, vengono messi pubblicamente all’asta». Il capo viene aggiudicato al migliore offerente, partendo da una base di 3,50 euro al chilogrammo. Il Parco dei Colli sostiene i costi per la macellazione e per i controlli sanitari, che vengono poi coperti dai ricavi delle aste. «Il controllo del cinghiale è un’operazione a costo zero per il Parco – precisa il presidente Cortinovis –. Questo anche grazie agli operatori volontari, ai quali stiamo pensando di poter riconoscere un cinghiale all’anno per ognuna delle cinque squadre operative».

Gabriella Pellegrini – L’Eco di

I Cinghiali in Valle Brembana e nelle Prealpi Orobiche