La seconda tappa alla rock band di
Percorrono ad alto volume la «route 66» del rock, spinti da voglia di libertà e riscatto, e tagliano il traguardo vincendo la seconda tappa di Emergenti live. All’orizzonte la partecipazione alla trasmissione televisiva del concorso per giovani band. Loro sono i Route 69 di San Giovanni Bianco. Suonano da cinque anni, ma da uno con la formazione attuale: Nicola Rondi, voce e chitarra, Erik Beltramelli al basso, Paolo alla batteria e Fabio Sonzogni alla chitarra. La loro musica affonda la spina nell’amplificatore elettrico di un rock firmato anni Sessanta e Settanta per riportare sul palco l’anima dei rocker, ma lo fanno alla loro maniera. Il suono, compatto e granitico, è sì elettrificato ma su ritmica dai tempi disco-pop.

Rondi si muove sul palco mettendoci l’anima. Modula la voce da stridula a cattiva, trovando lo spazio anche per una risata, contemplata nel pezzo Your eyes. Metafora della voglia di libertà inizia con un tintinnio, come se il suono chiudesse gli occhi al giorno per aprirli ad una dimensione sognante, spezzata subito da un vigoroso sentire di basso e chitarre elettriche. «Vorremmo vedere come un folle. Nel testo gli chiediamo di prestarci i suoi occhi alla ricerca disperata di osservare la realtà, liberi», spiega il cantante, raccontando che nel loro demo Overload mind «ogni pezzo racchiude sensazioni di paura, voglia di riscatto e libertà. Questi pensieri sovraccaricano la nostra mente». Il risultato è un rock che prende a riferimento i The Who e i Lynyrd Skynyrd, di cui hanno proposto Workin’ for mca. La loro esibizione ha avuto la su quella dei modenesi Mechanical Swan, felice ritorno ad Emergenti dopo due anni. Per ora il quartetto di Carpi sta lavorando all’album di debutto, fedele alle sonorità dei loro amati anni Ottanta: rock venato da basi, «perché gli arrangiamenti elettronici arricchiscono il suono, per un groove diretto e potente», dichiara il chitarrista Federico Truzzi. La loro sonorità è ben diversa da quella dei Kingshouters, ispirati al rock britannico alla Oasis.

Nello stesso solco si muovono anche i Die Hard, nati per «condividere una passione musicale dura a morire», afferma la cantante Paola Fedele. La preferenza di pubblico è andata ai Die e al gruppo Pippo Prinzi Gas, guidato dall’istrione Pippo Prinzi, per cui «io sono Pippo Prinzi, mentre Gabriele, Andrea e Stefano, il gas: la spinta musicale giusta per accendere questo progetto musicale». Oltre a passione per la musica, traspare simpatica voglia di emergere da parte di tutti i gruppi. Il prossimo appuntamento dal vivo sarà domani, alle 20,45, al Polaresco, con Quiet confusion, Cornoltis, Hangover, The Credo e Janji’s Khan.

Daniela Morandi  – L’Eco di