San Giovanni Bianco – L’eliporto a servizio dell’ospedale di prende il volo per . Non al posto del campetto di allenamento – come era stato inizialmente ipotizzato – ma in un’area verde adiacente (all’altezza del curvone che porta alla frazione). La piazzola di atterraggio dovrebbe essere realizzata entro quest’anno, a sei anni, ormai, dall’apertura del cantiere al Villaggio, dove l’eliporto fu inizialmente previsto. Era il maggio del 2007 e il cedimento del terreno durante i lavori costrinse a sfollare 17 famiglie, 200 studenti della scuola media e il centro psichiatrico annesso all’ospedale.

Comune, Regione e Azienda ospedaliera dovettero intervenire per la messa in con una spesa complessiva (a carico soprattutto dell’amministrazione comunale) di circa 800 mila euro. Sommati ai fondi già spesi per i primi lavori (tra cui la torretta ancora presente che doveva contenere l’ascensore) il «pasticcio» per l’eliporto al Villaggio finora è costato alle casse pubbliche circa un milione e 600 mila euro. «Al Villaggio, anche per rispetto degli abitanti che si sono sempre opposti – dice il presidente della – l’eliporto non si farà più. Già l’Enac (Ente nazionale aviazione civile, ndr), peraltro, aveva stabilito che in quell’area, viste le distanze dalle , non si poteva più realizzare. Quel pendio tornerà verde. Quanto alla torretta cederemo la proprietà al Comune». «Su proposta del Comune la nuova area per l’atterraggio dell’elicottero è stata individuata vicino al campetto di allenamento a Briolo. Stiamo aspettando il parere dell’Enac, peraltro, in via ufficiosa, già positivo. Ed entro fine anno pensiamo di realizzare l’intervento. Anche perché il ministero ci ha imposto di concludere l’opera nel 2012, pena la perdita del finanziamento di 900 mila euro, soldi che, abbiamo già speso per l’80-90% per il cantiere al Villaggio. I restanti, comunque, dovrebbero essere sufficienti per la nuova piazzola». «Siamo disponibili a mettere a disposizione quell’area – dice il vicesindaco Amelio Sonzogni –. L’Enac ha in mano la documentazione e va sollecitata affinché ci dia una risposta quanto prima».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di