L’eliporto a servizio dell’ospedale di San Giovanni Bianco prende sempre più il «volo» verso il campetto sportivo di . Nel maggio 2007 una frana incombente costrinse allo stop del cantiere in località Villaggio: 17 famiglie, 200 studenti e il reparto psichiatrico vennero evacuati. Oggi, a distanza di oltre tre anni, la realizzazione dell’eliporto al posto del campetto di allenamento di (poco sopra il cantiere oggi chiuso) sembra sempre più certa. Molto più di un’ipotesi come lo era lo scorso anno. A sostenerlo è l’assessore ai Lavori pubblici in Comunità montana Gianni Salvi che sta seguendo da vicino la vicenda.

Soluzione bonaria
«Nei giorni scorsi – dice – abbiamo incontrato i legali e si è deciso di tentare di risolvere per via bonaria le cause in essere. Dopo il blocco del cantiere nel 2007 ci sono azioni legali che coinvolgono la Comunità montana, il Comune di , l’Azienda ospedaliera, l’impresa e alcuni residenti del Villaggio. Prima si cercherà di arrivare a una soluzione transattiva tra gli enti pubblici, quindi con l’impresa che aveva effettuato i lavori. Le premesse per una soluzione concordata ci sono. Si potranno accelerare i tempi e soprattutto evitare di spendere altri soldi per le cause legali». «La conclusione bonaria delle vertenze legali – prosegue Salvi – sarà fondamentale per poter riaprire il cantiere dell’eliporto. Ma sicuramente non al Villaggio. L’Ente nazionale dell’aviazione civile dice che lì non è più fattibile».

Soldi confermati
Avanza, quindi, la soluzione del campetto di Briolo, peraltro già contestata a suo tempo dall’associazione calcistica locale. «Alternative non ne abbiamo – continua l’assessore Salvi –. Realizzando l’eliporto al campetto di Briolo, secondo quanto ci è stato detto a Roma, il finanziamento statale previsto (900 mila euro, ndr) ci verrebbe ancora assegnato. Diversamente, ovvero realizzando l’eliporto in luogo più lontano, lo perderemmo e saremmo obbligati a restituire quanto finora speso per i lavori al Villaggio». Oltre al danno, quindi, si rischierebbe la beffa: niente finanziamento e con l’obbligo di restituire i soldi già spesi per i lavori. Complessivamente per la realizzazione dell’eliporto erano disponibili un milione e 200 mila euro, con fondi, oltre che dallo Stato, dalla Comunità montana e dall’Azienda ospedaliera di .

Via libera dall’Enac
«Finora sono stati spesi 700 mila euro per i lavori, 500 mila dall’ex Genio civile e circa 70 mila dal Bianco per la messa in – continua Salvi –. Con i soldi rimanenti si sistemerà la frana mettendo in l’area a lato del cantiere, sopra le case. Quindi si potrà adattare il campetto di Briolo, ampliandolo, togliendo alcuni alberi e sistemando la strada di accesso. E su questa possibilità l’Enac, ufficiosamente, ha già dato il suo parere favorevole. Si tratta di acquistare il campetto dal Comune e il commissario prefettizio ha già dato la sua disponibilità in tal senso». Eliporto, quindi, sempre più vicino al campetto di Briolo.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo