manifesto san pellegrinoSull’onda del progetto targato Percassi i valori lievitano del 30% Gli esperti: aspettando le super Terme nessuno vuole più vendere. La febbre a San Pellegrino Terme è già alta, anche se il primo cantiere del nuovo corso è partito soltanto da due settimane e mancano anni per vedere completate le prime opere del progetto che vedrà nascere sulla sponde del Brembo, le terme più belle del mondo, come annunciato da Antonio Percassi. Eppure quel «fermento» di cui parla il sindaco Gianluigi Scanzi è palpabile a ogni angolo del paese, riscontrabile sul volto di molti residenti e ora anche visibile a occhio nudo misurando uno dei termometri più sensibili: il mercato immobiliare.

Da 12-18 mesi, sull’onda del progetto percassiano, è infatti arrivata l’impennata dei prezzi: almeno un 30-40% in più. Ma l’aspetto più stupefacente è che si comincia a fare fatica a trovare chi è disposto a vendere. Tanti cartelli presenti ancora fino a qualche settimana fa che offrivano appartamenti, sono scomparsi improvvisamente. Chi infatti possiede oggi alloggi, villette o box da vendere ha cambiato idea e se li tiene ben stretti, in attesa di vedere completato il progetto delle Super Terme con relativa (sperano) bolla» immobiliare d’accompagnamento.

Impressionanti le cifre dell’Osservatorio immobiliare, che peraltro sfuggono alle più recenti dinamiche, ancora più «rialziste». Così si passa, come prezzi al metro quadrato, dai 1.600-1.700 euro del 2006 fino a un picco di 2.500 nel 2008, per gli appartamenti nuovi, mentre per quelli recenti si va dai 1.300 euro di due anni fa fino ai 1.700-2.200 attuali. Stessa dinamica per gli uffici, mentre è impressionante il rialzo anche dei box: se nel 2006 un garage costava a San Pellegrino attorno ai 16.000 euro, ora si sfonda tranquillamente il muro dei ventimila euro, fino a sfiorare in prospettiva, per zone di particolare pregio, i trentamila.

Grazie, non vendo più
Sembra esista, da oltre un anno, una specie di parola d’ordine a San Pellegrino: Grazie, ma non vendo. Ne sono convinti due esperti del settore: Antonello Pagani, direttore di Appe-Confedilizia di Bergamo e Gianfederico Belotti, presidente del Centro studi immobiliare Europeo. In effetti - spiega Pagani - chi non è proprio costretto, non vende più uno spillo a San Pellegrino. Tutti sanno dei futuri scenari che potrebbero trasformare la cittadina in una grande capitale termale e nessuno vuol rischiare di perdere la sua occasione. Così si scopre che Treviolo, con la zona di via alla Trucca dove sta sorgendo il nuovo ospedale, e San Pellegrino, sono le due aree più interessanti in questo momento a livello immobiliare - spiega Belotti, decisamente in controtendenza rispetto al resto del mercato provinciale, dove si assiste ad un rallentamento nel volume degli scambi e ad una tendenza alla stabilità dei prezzi, talvolta anche a leggere flessioni dei valori.

Benefici anche per i centri vicini
In fondo - spiega Piernando Gallo dell’agenzia Brembanica, che da oltre 30 anni opera in Valle Brembana, l’esplosione di San Pellegrino, in presenza di un progetto ambizioso come quello di Percassi, è la logica conseguenza di un mercato dove la domanda è sempre stata superiore all’offerta. Parlo soprattutto del centro, perché nelle frazioni le quotazioni, viste anche comunicazioni in alcuni casi disagevoli, sono molto più basse. Ora, viste le prospettive, il rialzo è e sarà ancora notevole, ma quando l’area di San Pellegrino sarà satura, il boom dei prezzi coinvolgerà anche Zogno, peraltro da sempre con quotazioni alte, San Giovanni Bianco e Piazza Brembana.

Dello stesso avviso anche Celeste Bonzi, titolare di Immobilcasa, con sede proprio a San Giovanni Bianco. Questo progetto ha fatto tornare la fiducia non solo a San Pellegrino ma all’intera valle brembana. La forbice dei prezzi può crescere ancora: credo che nei prossimi anni si potranno sfondare i 3.000 euro al metro quadro. E confermo che anche i centri vicini, come San Giovanni Bianco, ne potranno beneficiare, ma in una prospettiva a più lungo termine. Si parlava di febbre dei prezzi e molti ne sono rimasti contagiati al punto che - racconta Bonzi - mi è capitato personalmente di aver fissato appuntamenti per la vendita di immobili a San Pellegrino, con prezzi già stabiliti, che poi, a distanza di pochi giorni non andavano più bene al venditore. Altri invece decidono improvvisamente di non vendere più o sparano cifre talmente fuori mercato da far desistere chiunque.

Modello Mendrisio
Il parallelo più recente e calzante rispetto a San Pellegrino è il caso Mendrisio - spiega ancora Belotti -: fino a una decina di anni fa anche la cittadina del Ticino era interessata da una profonda crisi immobiliare. Senza lago o particolari attrattive turistiche, pareva destinata a vivere nelle retrovie. Poi l’apertura dell’Outlet Fox Town e il suo casinò all’interno ha cambiato tutto: il mercato immobiliare si è risvegliato, crescendo tantissimo in pochi mesi. Ora per Belotti, San Pellegrino può subire lo stesso destino: Da sempre in attesa di rivivere i fasti del passato, può davvero sfruttare la scia del nuovo progetto su un doppio binario: terme-centro benessere d’eccellenza da un lato e shopping di lusso dall’altro. Senza contare che la ciliegina sulla torta potrebbe diventare il casinò: chissà che col nuovo governo non torni alla sua originaria attività di casa da gioco. In quel caso i valori immobiliari in paese subirebbero un ulteriore scossone.

Maurizio Ferrari - L’Eco di Bergamo

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