La lunga, faticosa rincorsa è finita. Da ieri, con la pubblicazione del decreto del ministero delle Politiche agricole sulla Gazzetta Ufficiale, lo Strachitunt ha conquistato la Denominazione d’Origine Protetta (con norma per ora transitoria, valevole per ora soltanto per l’Italia, fino al via libera anche da Bruxelles che estenderà il suo valore a tutte Europa): è la nona Dop per i formaggi nella , numero record che pone la provincia orobica saldamente in testa a questa speciale classifica davanti a Cuneo (7) e Brescia (5). In data 20 gennaio 2011, si legge sulla Gazzetta Ufficiale, «il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, esaminata la domanda per ottenere la Denominazione di Origine Protetta e acquisito il parere favorevole di , esprime parere favorevole».

È un traguardo storico, che premia soprattutto le fatiche e i sacrifici di allevatori e produttori di questo grande gioiello caseario a latte crudo e a due paste, già celebrato da Gianfranco Vissani, premiato nelle varie kermesse internazionali del formaggio («Cheese» di Slowfood innanzitutto) ma che diventa un riconoscimento per l’intera , dove si concentra una produzione che resta di nicchia (negli ultimi anni ha raggiunto le 5 mila forme).

Le potenziali opportunità
Ora, se il Consorzio di tutela, che ha guidato le fasi del lungo avvicinamento al riconoscimento del marchio, saprà sfruttare la scia di notorietà e di autorevolezza che di solito accompagna una Dop, potrebbero cambiare i destini del «papà» del gorgonzola, sia dal punto di vista delle quantità, sia di coloro che saranno chiamati a lavorarlo, costituendo magari un volano di richiamo per tutti quei giovani che finora hanno abbandonato la .

Ora occorrerà capire se qualche «competitor» presenterà ricorso entro i 30 giorni previsti dalla legge: nell’audizione di , rivendicazioni erano arrivate da alcuni produttori della Valsassina e della Bassa Bergamasca, ma ad oggi non si sa se saranno in grado di fornire documentazione adeguata per tentare di allargare la zona di produzione indicata dal Disciplinare. Raggiante e commosso al tempo stesso il presidente del Consorzio di tutela per lo Strachitunt Alvaro Ravasio: «È una gioia immensa, un traguardo storico, importantissimo per il nostro formaggio, ma soprattutto per la gente della Val . È per loro che abbiamo fatto tutto questo, che non ci siamo mai arresi durante questi 8 lunghi anni pieni di difficoltà. Siamo certi che la Dop saprà ricompensare tutti i sacrifici e le fatiche di chi in questi anni ha lavorato tanto, in silenzio. Formulo poi un invito ai giovani: questa potrebbe diventare un’opportunità per loro, per restare in Valle e lavorare tutti insieme a un progetto affascinante, che coniuga, natura, storia, territorio, tradizione e naturalmente qualità eccelsa del nostro prodotto».

Ue: un anno di attesa
E il Consorzio di tutela, formato da dieci produttori, incassata la Dop, ha già in serbo nei prossimi mesi un piano di che prevederà eventi in grado di valorizzare e celebrare l’ottenimento del marchio, che ora, come detto, passa al vaglio dell’apposita Commissione dell’Ue. Su questo fronte i tempi non sono certi, ma non saranno brevi: perché lo Strachitunt possa sfruttare la Dop non solo in Italia come da ieri, ma in tutta Europa, dovrà trascorrere come minimo un anno.

Su eventuali ricorsi che potrebbero ancora arrivare da qui a un mese, Ravasio è tranquillo: «Non credo ci saranno particolari problemi. In questi anni il Consorzio ha lavorato con grande serietà e massimo scrupolo e i funzionari della Regione e del Ministero hanno riconosciuto la bontà del nostro lavoro. In teoria se anche qualche alpeggio o un paio di comuni confinanti facessero richiesta e si concedesse un minimo allargamento della zona prevista nel Disciplinare, cambierebbe poco o nulla».

Maurizio – L’Eco di