Dossena – Puntuale nel rispetto della tradizione, da venerdì a domenica, a , torna «ol carneal tradissiunal», una reinterpretazione ripresa alcuni anni fa delle feste popolari che si tenevano un tempo nell’antico borgo posto sulla che sta tra la e la Valle Brembana. Il tempo di carnevale era ancora profondo inverno, i prati dormivano sotto una spessa coltre di e le bovine ruminavano il fieno prendendolo dalla «trais»; dunque, ci si poteva concedere qualche ora di riposo che la sera si trascorreva nel tepore della stalla che si affacciava su «l’era», o aia. Ed ecco, in tempo di carnevale, che la nonna, mentre raccontava fiabe ai nipotini ormai assopiti nel fieno, veniva interrotta da musiche e canti: era il carnevale che arrivava a portare un momento di allegria.

Teatro di tradizione e attualità
L’ è stata ripresa alcuni anni fa dal gruppo folk «I Alegher», alcuni soci del quale organizzano anche «ol carneal tradissiunal». Un carnevale antico, dunque, che rientra nel calendario dei carnevali più famosi della montagna, e per parteciparvi arriva gente anche da fuori Dossena. È teatro genuinamente popolare che varia di anno in anno seguendo un canovaccio ispirato all’attualità. Personaggi fissi sono l’Uomo del bosco che vive per tutto l’anno sul monte Gioco osservando le vicende del paese nel corso dell’anno e ne fa un riassunto: non sempre i suoi commenti sono benevoli, dando voce in sostanza alla coscienza della comunità.

Arriva poco dopo uno strano personaggio che ha il compito prima di far luce sul cammino delle e, quindi, saltabeccando sull’«era» e lanciando urla gutturali fa spazio ai personaggi della «mascherada» («ol vecc», la «egia», ol «tus» e la «tusa», «ol marescial di carabinier», «ol dutur», i suonatori del bandì, e quest’anno pure un «trans cetc») e annuncia il titolo che quest’anno è «La crisi l’è miga per tocc».

Le repliche della «mascherada»Quali siano la trama e i contenuti della rappresentazione è tutto da scoprire. Mentre il linguaggio è il solito, magari un tantino pesante. A Dossena, dunque, per partecipare al «carneal tradissiunal» col seguente calendario, sempre di sera spettacoli a orari fissi, alle 20 e alle 21,15: venerdì ai «Mulini, egia ostarea» e a «Caral, era Taelì»; sabato a «Gromasera, era Bernard» e «Adelvai, era ca’ di Loc»; domenica 7 «Ca’ di Astur» e Costa Ela. E partecipando alle rappresentazioni si potrà pure scoprire qualche suggestivo angolo ancora sconosciuto di questo antico paese.

L’Eco di Bergamo

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