poesia-dossenaAlpino e poeta: è Sergio Fezzoli di Oltre il Colle, vincitore della 23ª edizione del Premio Dossena di poesia dialettale bergamasca dedicato alla memoria di Filippo Alcaini, che ne fu ideatore, con la poesia «Ol pà di oter» («Il pane degli altri»). Fezzoli ha vinto con i voti determinanti della giuria popolare nel lotto dei cinque elaborati finalisti selezionati tra una settantina di trenta poeti dalla giuria tecnica presieduta da Luciano Ravasio.
L’ultimo e decisivo momento del concorso si è svolto sul sagrato della chiesa plebana lunedì sera, con il cielo limpido solcato dalle stelle cadenti. Dunque una serata magica fatta di poesia e di stelle cui affidare un desiderio, quello espresso ogni anno dai poeti – oltre 150 negli anni – di una affermazione al concorso. Come Sergio Fezzoli che 23 anni fa, alla prima edizione, si aggiudicò il terzo posto e quest’anno finalmente ha visto coronato il suo sogno.

Alpino e poeta: e non deve suscitare meraviglia il binomio perché la dura scorza morale che esalta la forza di affrontare anche i casi duri della vita, non esclude affatto la dolcezza profonda dell’animo e l’amore delle cose belle, in primis la e il Creato. La poesia di Fezzoli è un ritorno al passato, ai tempi in cui anche i ragazzi dovevano cercare ben presto di guadagnarsi il pane quotidiano, magari salendo all’alpeggio per mesi di duro lavoro, dovendosi accontentare a fine giornata di qualche fetta di fredda e poco latte, e il poeta ricordando quei tempi dice: «Ol pà di oter al gh’à set croste l’ga metìa a ü crustu»: sette croste e un crostone, per cui un pane durissimo da guadagnare. Tempi passati rimasti soltanto nel ricordo di una poesia, «e per fortuna che sono soltanto un ricordo», osserva il poeta.
Gli altri quattro premi sono andati nell’ordine a Giusto di Bagnatica («Chel che non gò»), a Rita Rossi di («Magèe del passat»), Maurizio Noris di Albino («Esèlia») e Luigi Furia di Gorno («Campane»).

Ha declamato i versi al pubblico Tiziana Ferguglia del Ducato di Piazza Pontida rappresentato dal duca Bruno Agazzi Liber 1. Sul palco, insieme alla giuria, il sindaco Anselmo Micheli, il vicesindaco Franco , il consigliere delegato alla cultura Norma Micheli, il presidente della Pro loco Elia Astori e, in rappresentanza della Provincia e della Regione, rispettivamente Giovanni e Pietro Macconi, e l’arciprete don Gianbattista Zucchelli. Regista della serata è stato inappuntabile il segretario del concorso Antonio Cernuschi.

Sergio Tiraboschi – L’Eco di Bergamo

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