Una vita insieme tra casa e lavoro nella stalla. Con un’unica ricetta segreta: «Il rispetto l’una per l’altro». Lo svelano Massimina Omacini e Francesco Tessadri, di Dossena, che oggi festeggiano il loro sessantesimo di matrimonio. Il signor Francesco, conosciuto in paese come «il Tripoli», ha 84 anni, due in più della moglie. È Massimina a raccontare della loro vita matrimoniale, «trascorsa serenamente forse perché – osserva – abbiamo sempre avuto massimo rispetto l’una dell’altro e ci siamo sempre capiti, perciò insieme abbiamo potuto superare anche i momenti difficili che non sono certamente mancati, in sessant’anni di vita comune».

«Siamo nati e cresciuti entrambi nella contrada di Gromasera – racconta Massimina –, ci conoscevamo fin da bambini. Lui poi è stato chiamato al servizio militare che ha svolto in Artiglieria a Torino. Una volta tornato a casa, abbiamo capito che ci intedavamo, avevamo lo stesso modo di ragionare». Si sono sposati il 17 gennaio del 1948, con una Dossena coperta di neve.

Mancava però il lavoro, così «il Tripoli» fu costretto a emigrare a Varallo Sesia, dove per una decina di anni fece il boscaiolo «e io stavo a casa con i nostri due figli Angelo e Annamaria – aggiunge la consorte – e curavo la nostra piccola azienda agricola che ci consentiva di far quadrare il bilancio familiare». Poi Francesco tornò in valle: la miniera di Dossena gli diede lavoro per ventitré anni. «E non fu facile» precisa lui.

E oggi, signora Massimina, come trascorrete la giornata? «Continuiamo a tenere in vita l’azienda agricola – risponde –, anche se abbiamo soltanto quattro capi di bestiame e due li venderemo presto, perché il lavoro si sta facendo troppo pesante» e mostra con orgoglio il riconoscimento di fedeltà all’agricoltura loro assegnato lo scorso anno dal Comitato agricolo comunale per mano del presidente Carlo Bonzi. Ma i figli? «Hanno preso altre strade. Angelo è artigiano edile e vive in paese, Annamaria vive a Valbrembo, per cui le vacche le curiamo noi due e saremo sicuramente dispiaciuti quando dovremo venderle».

Oggi niente feste speciali. «Sarà come tutti gli altri giorni – dice Massimina –: però ci troveremo qui in casa con i nostri figli Angelo e Annamaria e Margherita e Domenico, nuora e genero, e i nostri nipoti Marco, Veronica con Eliano, Valeria e Giuseppe. Per ringraziare il Signore che ci ha fatto arrivare fin qui e chiedergli di aiutarci ad andare ancora avanti».

Sergio Tiraboschi - L’Eco di Bergamo