Dopo il rogo gara di solidarietÃ
Moio de Calvi Articolo letto da 203 Utenti - Pubblicato il 4 Gennaio 2007Dopo il rogo gara di solidarietÃ
Famiglia sfollata: volontari al lavoro nell’abitazione resa inagibile dall’incendio
MOIO DE’ CALVI. Con le prime luci del giorno sono iniziate ieri a Moio de’ Calvi le operazioni di messa in sicurezza e di sgombero del materiale nella casa danneggiata martedì da un incendio di origine accidentale. La solidarietà del paese nei confronti della famiglia era scattata subito.
Per tutto il pomeriggio il fuoco aveva divorato il tetto e il locale sottostante adibito a deposito nell’abitazione di E. B., 51 anni, imprenditore edile, in località Curto. L’uomo, con la moglie e i tre figli, si era accorto, uscito in cortile subito dopo pranzo, che dal sottotetto proveniva del fumo. Affiancato da alcuni volontari era intervenuto subito per cercare di circoscrivere la zona in preda alle fiamme, ma le parti in legno della casa e il materiale del magazzino sono stati presto raggiunti dal fuoco, alimentato anche dal vento che soffiava nella zona. I vigili del fuoco, allertati immediatamente, sono intervenuti con rapidità da Zogno e da Bergamo, e hanno lavorato fino alle 20 per eliminare tutti i focolai e per assicurarsi che il rogo fosse definitivamente spento.
La casa di Moio de’ Calvi è stata dichiarata inagibile, sia per i danni provocati alla parte superiore, sia per le pesanti infiltrazioni dell’acqua riversata sulle fiamme, che ha raggiunto la zona abitata dalla famiglia. Le cinque persone hanno trascorso la notte in un appartamento poco distante, messo a disposizione da una persona del paese. Lì potranno vivere fino a quando alla loro casa non sarà restituito l’aspetto originario, dopo la bonifica delle parti danneggiate. L’incendio non ha fortunatamente causato danni alle persone. Per un accertamento sono stati accompagnati al pronto soccorso dell’ospedale il capofamiglia, che accusava difficoltà respiratorie dopo la lunga esposizione al fumo, e il figlio per una contusione a una caviglia. Già a poche ore dall’incidente in paese si è manifestata la solidarietà di tutti per venire incontro alle necessità più pratiche della famiglia. Nella notte che ha seguito l’incendio c’è stato chi ha fatto la ronda per accertarsi che tutto fosse sotto controllo e che non vi fossero altri focolai nascosti, ma neppure eventuali sciacalli che approfittassero della casa vuota. Dal mattino sono poi iniziati, con determinazione e tanta buona volontà , i lavori di sgombero delle tegole del tetto, delle parti in legno e del materiale del deposito. All’opera si sono messi alcuni uomini del paese, che già si erano dati da fare martedì a fianco dei vigili del fuoco per cercare di salvare l’abitazione del loro amico.
I volontari hanno aiutato la famiglia a eliminare gli elementi danneggiati della struttura. Le donne della casa, insieme ad alcune amiche, si sono occupate dell’interno dell’abitazione, recuperando quanto necessario per il periodo da trascorrere in un’altra dimora. L’incendio ha distrutto circa 150 metri quadrati di tetto e sarà necessario un lungo lavoro di ricostruzione. La speranza è che le condizioni atmosferiche favoriscano i lavori e permettano alla famiglia di poter tornare presto nella sua casa.
Monica Gherardi - L’Eco di Bergamo
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