Le donne bergamasche di inizio Novecento descritte dall’occhio di un fotografo e dalla penna di un poeta. È il tema della mostra che sarà allestita alla Pro loco di da domani al 30 luglio, in cui le inedite foto di Fulvio Goglio saranno accompagnate dai versi di Amedeo Goglio. Due uomini del Novecento, nativi di , con l’arte nel dna. «Fulvio, figlio del più noto Eugenio, era cugino di Amedeo: il primo nato nel 1902 e l’altro nel 1911 – spiega Cristiana Oldrati, nipote del fotografo e curatrice con Chiara Delfanti, Liviana Goglio e Vincenzo Leone della mostra –. Ho trovato le tre anni fa nel soffitto e in questi anni sto cercando di portare alla luce l’importanza dell’arte fotografica di mio nonno Fulvio: lo scorso anno con una mostra sulle foto di paesaggi della zona e quest’anno con le donne della Valle Brembana».

Fulvio Goglio è morto nel 1968 e dal padre Eugenio imparò il mestiere di fotografo, che ha continuato poi per un certo periodo la figlia Dolores. Le lastre in vetro di Eugenio sono ora di proprietà della Provincia di Bergamo mentre quelle di Fulvio sono conservate dalla figlia. Gli sguardi delle donne sono accompagnati dalle poesie di Amedeo: morto nel 2007, è stato reduce delle campagne d’Africa e di Russia e nel tempo libero si è sempre dedicato alla scrittura di poesie.

Alla mostra sarà allestito un punto d’ascolto delle poesie di Amedeo Goglio da parte di Alberto Giupponi di San Pellegrino Terme. «L’anta de l’armare» è il titolo dell’esposizione, titolo di una poesia di Amedeo che spiega in modo grottesco il carattere di una donna . La mostra sarà aperta alla Pro loco in via Belotti, a partire da domani, la mattina dalle 10,20 alle 12,30, dalle 17 alle 19 e dalle 21 alle 22,30. Info: www.fotofulviogoglio.it.

L’Eco di Bergamo