Olmo al Brembo – Era il giorno del dolore ieri a , dove per l’ultimo saluto a Enzo Ronzoni sono arrivate oltre mille persone, strette ai familiari dell’alpinista sessantenne morto per un malore venerdì sera. Non è bastata la parrocchiale ad accogliere tutti i fedeli, tra cui numerosi amministratori, e molte persone sono rimaste sul sagrato. Ronzoni era molto conosciuto, essendo alpinista, presidente del Cai di e direttore della Scuola Orobica di San .

Ad accompagnare il feretro in chiesa sono stati i suoi giovani alpinisti e i soci del Cai, seguiti dai labari dell’Aido (le sue cornee sono state donate), del Soccorso alpino e di alcune sezioni del Cai. Le esequie sono state celebrate dal parroco don Pierantonio Spini. Sull’altare anche don Alessandro Beghini e don Renato Villa. «Come Salomone amava andare verso Dio – ha detto il sacerdote – così anche Enzo scalava le montagna per andare sempre più in alto». Nel Vangelo Gesù mette in luce le debolezze dei farisei, che rispettavano la legge, non con il cuore, ma per essere gratificati dagli altri. «Enzo sapeva ascoltare le persone e la natura: impariamo anche noi ad ascoltare, ad ascoltarci e ad amare ciò che Dio ha creato». Sulle note del canto «Signore delle cime», eseguito dagli ottoni, il feretro è entrato nel cimitero, dove gli amici più cari l’hanno salutato per l’ultima volta. «Per noi giovani era molto importante, non solo per le tante cose che faceva ma soprattutto per la sua umanità», ha detto il suo vice Andrea Carminati. Ha preso parola anche l’altro vice, l’atleta Davide Milesi: «È un insostituibile amico e presidente, dalla forte personalità e leale, che con competenza e coscienza ha avvicinato numerose persone, tra cui molti giovani, ad amare la montagna». Anche Paolo Valoti, già presidente del Cai di e grande amico di Ronzoni, ha espresso il suo cordoglio e la sua vicinanza alla famiglia: «Enzo, saggio ambasciatore della montagna, guidaci sempre con la tua voce del cuore».

L’esempio di altruismo e dedizione di Ronzoni è ancora presente in tutta la Brembana e non potrà essere dimenticato dai ragazzi della Scuola Orobica, da lui fondata nel 1989, che hanno affidato a una breve lettera il loro ultimo saluto. «Ci lasci una grande eredità di idee e progetti che cercheremo di realizzare, collaborando tutti insieme». Certi dell’affetto reciproco, i suoi alpinisti lo hanno infine salutato così: «Ci vediamo, come sempre.

Eleonora Arizzi – L’Eco Bergamo