Sedrina – 600.000 I metri cubi della discarica L’azienda Unicalce ha presentato un progetto, depositato in Comune a Sedrina, Val , Provincia e Regione, che prevede la coltivazione in dieci anni ’ex cava Santa Barbara a Cacosio di Sedrina per un totale di quasi 600 mila metri cubi di cemento amianto (eternit), di cui è stata presentata in Regione una domanda di valutazione ambientale. 2.000 Abitanti di Zogno vicino alla cava La motivazione principale per cui Zogno dirà no alla prevista discarica di amianto nell’ex cava Santa Barbara a Cacosio di Sedrina è la vicinanza con le abitazioni. Zogno è confinante con Sedrina, e le prime si trovano in linea d’aria poche centinaia di metri dall’ex cava. Complessivamente, nella zona di via Locatelli, abitano circa 2.000 persone.

Anche Zogno dice no alla prevista discarica di cemento amianto nell’ex cava di calce a Cacosio di Sedrina. Troppo vicina alla proprie case, un nucleo abitato di circa 2.000 persone. E annuncia che, alla prima conferenza di servizi indetta dalla Regione Lombardia, si opporrà al progetto di Unicalce. Progetto che già da circa due mesi – quando la notizia della richiesta dell’azienda è diventata di dominio pubblico – ha incassato il no del Comune di Sedrina e soprattutto la forte contrarietà dei residenti nella zona del Cassettone, al confine proprio con l’area dell’ex cava. Ora arriva anche l’opposizione del , il cui territorio, in linea d’aria, dista poche decine di metri dalla prevista discarica, sulla sponda opposta del . «Le case di Zogno sarebbero troppo vicine – spiega Giampaolo Pesenti, vicesindaco e assessore all’Urbanistica –. Quando la cava era attiva ricordo come la polvere di cemento arrivasse fino alla zona di via Locatelli, via San Bernardino e Inzogno. La nostra è una valle molto stretta e la polvere facilmente si concentrava in una zona». «Con la discarica di cemento amianto – prosegue il vicesindaco – le particelle potrebbero ugualmente arrivare nella zona residenziale del Carmine. Ma anche la frazione di Stabello è poco distante dalla cava. Alla fine verrebbero coinvolte oltre 2.000 persone, mentre Sedrina capoluogo resterebbe riparata». Per Pesenti, in pratica, a pagare l’eventuale «prezzo» inquinante di una discarica sarebbe più Zogno di Sedrina. «Saputo del progetto avviato da Unicalce – continua Pesenti – abbiamo contattato la Regione per conoscere l’iter che seguirà la richiesta. E noi, come Comune confinante, saremo chiamati alle conferenze di servizio per la valutazione di impatto ambientale. In quelle occasioni diremo sicuramente il nostro no all’ipotesi di discarica».

Nel frattempo il sindaco di Sedrina Agostino Lenisa ha già frenato sul progetto presentato da Unicalce. Fondamentalmente per due motivi: quell’area è interessata da movimenti franosi sulla parete al confine con Sedrina Alta. Unicalce avrebbe da tempo dovuto bonificarla, ma l’intervento è sempre stato rinviato. In secondo luogo esiste una convenzione stipulata tra azienda e Comune sul futuro dell’ex cava ormai in esaurimento: l’Amministrazione comunale ha infatti deciso da tempo di acquisire l’area (per legge l’azienda è obbligata a cederla se il Comune ne fa richiesta) e di realizzarvi, dopo le necessarie opere di recupero ambientale previste per legge, una nuova stazione ecologica a servizio anche della Valle Brembana. «Non abbiamo avuto ancora l’occasione di incontrare in modo ufficiale i vertici di Unicalce per fare presente le nostre perplessità – spiega il sindaco Lenisa –. Intanto stiamo aspettando di essere convocati dalla Regione per la prima conferenza di servizi sulla Valutazione di impatto ambientale».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di

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