Disabili ai Cre Ecco gli educatori dopo l’appello
-La Valle Brembana Articolo letto da 78 Utenti - Pubblicato il 27 Giugno 2008Valle Brembana - Ha un lieto fine la triste vicenda con protagonisti 21 ragazzi diversamente abili, che si son visti vietare l’accesso ai centri ricreativi estivi della Valle Brembana a causa della mancanza di altrettanti educatori. L’appello, lanciato dai volontari che curano il progetto sulle pagine de «L’Eco di Bergamo», ha fatto segno nel cuore di tanti giovani bergamaschi, che nel giro di poco tempo hanno contattato l’associazione Onuls «Pollicino» di Zogno, coprendo quasi interamente i posti vacanti.
La brutta vicenda comincia alcuni mesi fa, quando l’associazione Pollicino di Zogno con alcuni volontari, gli oratori della valle e le famiglie dei ragazzi disabili decidono di inserirli nei diversi Cre della Valle Brembana, un progetto ambizioso e mai realizzato sul territorio vallare. «Sono state 21 le iscrizioni raccolte nel giro di pochi giorni, abbiamo quindi invitato una cooperativa della valle a coordinare il progetto - spiega Elisabetta Musitelli -: il suo compito, in particolare, era quello di procurare gli educatori.
A quattro giorni dall’inizio dei Cre l’amara scoperta: la cooperativa si diceva impossibilitata a reperire gli educatori. Da qui, la rincorsa per trovare 21 educatori volontari che seguissero i ragazzi disabili durante le settimane estive. «È stata una grande soddisfazione vedere un’attenzione così capillare nei confronti di tematiche sociali come questa - spiega Yarika Ruggeri fra le coordinatrici del progetto, sono state moltissime le chiamate per offrire il proprio aiuto, parecchi i giovani, ma pure cooperative da tutta la provincia, che hanno espresso la loro solidarietà e si sono rimboccate le maniche per reperire, in tempi brevi, nuovi educatori.
Un grazie di vero cuore va a tutte le persone che ci hanno contattato – continua Musitelli –, dopo la pubblicazione dell’articolo, il pomeriggio, avevamo già i nominativi di persone e giovani che si rendevano disponibili a seguire i ragazzi, quindi siamo partiti regolarmente con il progetto. Inutile dire la felicità di volontari e famiglie, per la prima volta ventuno ragazzi disabili potranno giocare, condividere esperienze, crescere assieme con i propri coetanei durante l’estate.
Massimo Pesenti - L’Eco di Bergamo
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