San Pellegrino Terme – Per lui non dovrebbe neppure essere una gran novità, visto che è abbonato alle vittorie, invece riuscire con il suo tordo bottaccio «Ibra» (nome che tradisce la fede interista del suo padrone) a trionfare per la terza volta nella «Sagra dei Osei» più antica d’Italia, a Sacile (Pordenone), gli regala ogni volta «brividi particolari».  

Roberto Avogadro, 47 anni, è una figura conosciuta a San Pellegrino Terme per la sua duplice attività: come maestro di ha insegnato a centinaia di ragazzi a destreggiarsi tra piste e paletti, come appassionato di volatili ha invece ottenuto grandi risultati in molte competizioni del settore, «anche se vincere a Sacile, una delle culle del bel canto degli – spiega Avogadro -, è qualcosa di unico: pensate che siamo alla 734ª edizione ed arrivano concorrenti agguerritissimi da tutta Italia».

E a proposito delle sue passioni, il vincitore trova il modo di accomunarle: «Insegnare a ai ragazzi è impegnativo e semplice allo stesso tempo, dato che in caso di difficoltà ci si può fermare e riflettere sugli errori commessi, per non ripeterli in seguito. Stessa tattica occorre usare con i tordi, naturalmente con una sostanziale differenza: gli uccelli non hanno il dono della ragione ed è solo il continuo esercizio che può migliorarne tonalità e prestazioni, anche grazie all’utilizzo di appositi cd musicali. Esiste infatti una logica di canto che in gara dev’essere assolutamente rispettata e che finisce per fare la differenza».

Ma per il maestro di San esiste un’altra componente che accomuna le due situazioni: «Come certi bravissimi in allenamento ma che in gara deludono perché sentono la pressione su di loro, anche certi tordi, bravissimi in certe condizioni, a casa, nel proprio habitat, falliscono poi nel momento della verità». Non è il caso di «Ibra»: le limpide note emesse dal giovane bottaccio hanno infatti sbaragliato ieri la concorrenza di centinaia di volatili che si sono confrontati nelle primissime ore del mattino (dove sussistono le condizioni migliori e meno disturbate) nella gara di canto. Così la severa giuria lo ha eletto «Tordo nazionale 2007». «L’ho ribattezzato così – ha spiegato l’allevatore – per la mia grande passione per l’Inter e il mio tifo nei confronti di un talento unico come Zlatan Ibrahimovic. Spero che questa nostra affermazione sia di buon auspicio anche per i colori nerazzurri alla vigilia del prossimo impegnativo inizio di campionato. Tra i miei successi a Sacile, quello di oggi è il più bello, poiché meno atteso, visto che la concorrenza era davvero agguerrita».

Nella categoria vinta dall’accoppiata di San Pellegrino erano infatti in lizza oltre 130 tordi bottacci provenienti da tutte le regioni italiane, tra cui una larga rappresentanza in arrivo da Emilia, Toscana, Umbria, Lazio e Abruzzo, anche se non mancavano altri esponenti bergamaschi e bresciani. Avogadro aveva già trionfato due volte nella rassegna alla fine degli anni Novanta: da allora la quasi millenaria manifestazione è ulteriormente cresciuta e ieri fin dal primissimo mattino erano decine di migliaia gli appassionati che hanno fatto da cornice alla rassegna. Nel pomeriggio ha trovato anche spazio una protesta degli animalisti della Lav (Lega anti vivisezione) del Friuli Venezia Giulia, che hanno manifestato contro questo tipo di rassegne popolari con in gabbia.

L’Eco di – 20-08-2007