– Impianto concluso da un anno: partirà a regime ridotto, pulendo le acque nere del capoluogo della e di Brembilla. Potrebbe entrare in funzione ma mancano le autorizzazioni di Demanio e Regione e la fornitura di energia elettrica. Il depuratore della Valle Brembana è pronto. Da almeno un anno. Ma fermo al palo a causa della burocrazia. Potrebbe ricevere le acque nere di circa diecimila abitanti equivalenti (unità di misura che rappresenta una stima del carico organico biodegradabile prodotto da attività domestiche ed economiche) ovvero di Zogno e Brembilla. Mancano, però, per poter accendere l’impianto atteso dal 1997, alcuni passi del Demanio e della , a cui competono il rilascio delle concessioni per le aree di accesso al depuratore, e dell’Enel per la fornitura dell’energia elettrica.

Uniacque, a cui sarà affidata nel mese corrente la gestione del servizio idrico integrato, compreso il depuratore, lo scorso fine maggio aveva annunciato che, ad autorizzazioni concesse, dal 1° settembre l’impianto sarebbe partito ma, suo malgrado, è ancora tutto fermo.

«Appena avremo tutte le autorizzazioni – spiegano Alessandro Longaretti, presidente di Uniacque, e l’assessore ai Lavori pubblici di Zogno Lino Gherardi – potremo avviare il depuratore. Partirà, però, a regime ridotto, ovvero per circa diecimila abitanti equivalenti: finora, infatti, al depuratore sono collegati solo Zogno e Brembilla. A fine ottobre, invece, sarà aggiudicato l’appalto dei lavori per il collegamento di San Pellegrino, per un importo di un milione di euro, dall’Ambito territoriale ottimale (Ato). Poi ci vorranno alcuni mesi per la conclusione e l’allacciamento al depuratore».

Depuratore che, insieme ai lavori di collettamento da Zogno e Brembilla, finora ha avuto un costo di 11 milioni di euro e, a pieno regime, potrà ricevere le acque reflue di 25 mila abitanti equivalenti. «Ma successivamente – prosegue Longaretti – potrà essere ampliato fino a 50 mila abitanti con la realizzazione della seconda linea di depurazione già predisposta, intervento che permetterà di collegare anche la Valle Serina». Dopo l’avvio l’obiettivo sarà quello di collegare all’impianto anche San Giovanni Bianco e la Valle Serina. «I lavori per San Giovanni Bianco – continuano da Uniacque – dovrebbero essere finanziati da eventuali ribassi d’asta dell’appalto di San , mentre per la Valle Serina c’è un progetto del Comune di Serina per il collegamento alla rete del fondovalle di , , Algua e : avrà un costo di circa due milioni e 400 mila euro, intervento di cui si farà carico la nostra società».

Non resta, quindi, che attendere l’accensione del depuratore, ma sui tempi sia Uniacque sia il Comune di Zogno, per ora, non si sbilanciano, in attesa delle autorizzazioni di Demanio, Enel e Regione. «Abbiamo già più volte preso contatti con questi enti al fine di velocizzare le procedure – spiega l’assessore Gherardi – e speriamo che ora i tempi siano brevi, mentre con Uniacque stiamo collaborando agli ultimi aspetti tecnici».

«Una volta acceso, per la messa in funzione del depuratore – conclude Longaretti – ci vorranno almeno venti giorni, il tempo necessario per la formazione della flora batterica: solo allora inizierà la depurazione delle acque». Solo allora, anche il , potrà finalmente tornare un po’ più limpido.

L’Eco di Bergamo