San Pellegrino Terme – Le opposizioni denunciano il sindaco. La replica: tutto a norma Centro commerciale: la crisi congela i trenta negozi e i 90 appartamenti previsti nell’operazione. Il presenta il progetto approvato dalla Soprintendenza.  A un passo dall’avvio del rifacimento delle terme che l’hanno resa famosa, a San la diatriba tra minoranza e amministrazione si fa incandescente e arriva addirittura in tribunale.

Ieri mattina le opposizioni guidate da Raffaella Sonzogni hanno denunciato per abuso d’ufficio il sindaco Vittorio che non ha convocato entro 20 giorni il consiglio comunale richiesto proprio sul progetto di riqualificazione. «La domanda era del 10 luglio – spiega Sonzogni -. vi ha dato corso solo oggi (ieri per chi legge ndr ) fissando al 10 agosto la seduta. Come beffa ulteriore ha messo le nostre richieste di discutere sulle terme all’ultimo punto dell’ordine del giorno. Le terme sono vitali per San Pellegrino. I turisti ci vengono per le sue acque e i suoi edifici . L’intervento che si vuole portare aventi non garantisce né l’una né gli altri».

Dal 2004 il gruppo Percassi ha siglato con Comune, Provincia e Regione l’accordo di programma per rivitalizzare gli edifici storici della città dal Grand hotel, al casinò fino alle terme. Da allora i costi sono cresciuti, da 132 milioni a oltre 200 e sono cambiati tre progetti. In particolare le nuove terme sono state più volte spostate fino a essere riposizionate nella sede storica e nell’albergo . «È partito come un progetto faraonico che mano a mano si è sgonfiato – continua Sonzogni -. Degli investimenti previsti ci sono solo quelli pubblici. L’ultima goccia è stato lo spostamento della spina dell’acqua riservata ai cittadini». A supporto della sua tesi la Sonzogni cita le prescrizioni della Soprintendenza al nuovo progetto. Da , infatti, dopo un sopralluogo, i Beni architettonici hanno ordinato di «non rimuovere i tetti delle sale porticate per realizzare il solarium, di non realizzare le strutture di copertura del passaggio aereo fra il corpo del nuovo edificio delle terme e hanno poi chiesto di visionare la chiusura del porticato con delle vetrate». Tre particolari che dovevano caratterizzare il nuovo complesso.

Le contestazioni fanno inalberare il primo cittadino: «Per fissare la data del Consiglio ho chiesto il parere del segretario comunale – ribatte -. Mi sembra che qui non si abbia a cuore il futuro della nostra comunità. Si cerca di fermare ad ogni costo il progetto di rilancio delle terme». Il gruppo Percassi però non si scompone. «Giovedì 2 agosto presenteremo pubblicamente il progetto – fa sapere -. Sono già state previste le prescrizioni della Soprintendenza e lunedì chiederemo il permesso a costruire. Modificano il progetto marginalmente. L’importante è aver ottenuto il via libera all’autorizzazione paesaggistica. Contiamo di aprire il cantiere a settembre e completare i lavori entro il 2013». A quel punto la struttura sarà presa in capo dal gruppo Quadrio Curzio specializzata nella gestione di terme. Resta in sospeso invece la parte residenziale e commerciale. «Al momento non c’è richiesta – spiegano dal gruppo Percassi – dovremmo realizzare 30 negozi e una novantina di appartamenti, ma il mercato è fermo. Per questo abbiamo deciso di mandare avanti la parte pubblica dell’accordo con la realizzazione delle terme. Speriamo che facciano da volano per l’economia della ». Secondo i calcoli dell’azienda infatti le presenze alle terme saranno di 200 mila all’anno.
Tutto bene allora? Le opposizioni ritengono di avere ancora una carta da giocare. «Abbiamo chiesto alla Soprintendenza di porre un vincolo monumentale sulla sala della mescita e il porticato. Almeno quelle saranno tutelate».

Pietro Tosca – Il Corriere della Sera – Bergamo e Provincia