Dalla Francia a Brembilla a piedi
Brembilla Articolo letto da 191 Utenti - Pubblicato il 30 Agosto 2007Emigrante è tornato dai parenti percorrendo 540 chilometri in 22 giorni
Cinquecentoquaranta chilometri per un percorso che va dalla Francia all’Italia, 22 giorni di cammino, uno zaino in spalla e la compagna Jeannie al fianco: questi gli ingredienti base per l’avventura vissuta da Anselmo Vanotti, 57 anni, nativo di Berbenno ma dal 1953 residente a Grande Rivière, nel cantone Jura della Francia. Un ritorno il suo che, per questa volta, si è tinto dei colori delle montagne attraversate (un totale di nove passi) e del cielo stellato sotto il quale hanno dormito per tante notti. Un viaggio attraverso sentieri e antiche mulattiere, lontano dal caos delle città e dall’inquinamento delle autostrade. Â
Ventidue giorni (dal 28 luglio al 18 agosto) per percorrere le Prealpi svizzere e poi quelle bergamasche, e andare da Grande Riviére a Berbenno, passando per le Canton de Vaud, le Haut Valais, le Canton du Tessin, Menaggio, la Valsassina, la Val Taleggio e Fuipiano Imagna.
«L’idea di questo viaggio a piedi è nata dopo aver seguito una conferenza sull’emigrazione italiana tenuta da un professore dell’università di Besançon e aver letto un suo libro sempre su questo argomento – racconta Anselmo, che è stato insegnante di scuola elementare fino a due anni fa, prima di andare in pensione –.
Forte è stato il desiderio di rendere omaggio a mio papà , Giacomo Vanotti, che nel 1928, a 14 anni, ha lasciato Berbenno ed è andato all’estero a lavorare come boscaiolo. A questo si è aggiunto il desiderio di vivere un’esperienza speciale con la mia compagna Jeannie e quella di rivedere i parenti italiani, che non abbracciavo dal 2002». A questi viaggi un poco insoliti, però, Anselmo non è nuovo; nel 1968, all’età di 18 anni, per esempio, venne in Italia in bici. «È difficile descrivere la sensazione che si respira a contatto diretto con la natura, la soddisfazione che provavamo la sera dopo una giornata di cammino, e l’emozione di vedere l’Italia sempre più vicina – racconta –.
In me c’è sempre stato l’ amore per la natura e, ora che sono in pensione, ho il tempo per dedicarmi a questa passione». Prima di intraprendere un’avventura di questo tipo è infatti necessario prepararsi fisicamente e predisporre l’itinerario. «Abbiamo cominciato ad aprile ad allenarci e a camminare una o due volte a settimana – prosegue –. Il tragitto da seguire è stato poi preparato grazie all’aiuto di mappe e cartine, anche se poi il percorso può essere modificato in funzione della strada, delle condizioni meteo, del bisogno di acquistare cibo e della nostra forma fisica».
Ad «accompagnare» Anselmo e Jeannie nella loro avventura solo uno zaino a testa: il bagaglio, del peso di circa 18 chili, conteneva indumenti, il sacco a pelo, un materassino, il cibo e un fornellino. «Abbiamo lasciato a casa anche la tenda perché troppo pesante – spiega l’ex insegnante –. Fortunatamente il tempo è stato quasi sempre dalla nostra parte: ci hanno sorpreso solo due temporali e abbiamo avuto appena quattro giorni di brutto tempo. Sulla vetta più alta, il Nufenen Pass, a 2.481 metri, ad attenderci c’era la neve». Dopo la fatica di questo viaggio, Anselmo si sta riposando a casa dei parenti a Laxolo di Brembilla (le zie Virginia e Caterina Pesenti e i cugini).
Mentre la compagna Jeannie Amoudruz, 49 anni, è già rientrata in Francia per riprendere il lavoro di bibliotecaria, Anselmo la prossima settimana, partirà per un nuovo viaggio a piedi: la sua meta sarà Firenze, dove raggiungerà un amico con il quale tornerà (in auto) a Grande Rivière.
Michela Offredi - L’Eco di Bergamo
ARTICOLI CORRELATI: