Lenna – «Mettiamola così: anche nel periodo peggiore devi essere convinto di quello che fai. Mesi fa, guardando negli occhi i miei dipendenti, ci siamo detti: crisi o non crisi dobbiamo continuare a crescere, anche se attorno a noi vediamo aziende costrette a gettare la spugna o posti di lavoro che evaporano». Ha le idee chiare Giovanni Gervasoni, 46 anni, presidente dell’omonima Officina Meccanica che da continua il percorso di espansione nonostante le «ferite» occupazionali subite dalla sua valle Brembana. Nel giugno scorso ha rilevato gli spazi della Valbrem che cessava l’attività, confinanti con la sua azienda, riassorbendo una decina di dipendenti (ma altri dovrebbero raggiungerli) e qualche settimana fa ha acquisito all’asta i macchinari ex Frattini legati al conto terzi. Oggi fanno capo a lui quattro società: a Meccanica Gervasoni e Mec Ger (stessa filiera di lavorazioni meccaniche), con l’Officina Molinari (mulini per macinazioni) che da Grassobbio si sta trasferendo anch’essa in valle, mentre la Sotema (quadri elettrici e automazione) è a Tortona (Alessandria).

Holding? No, grazie
Non esiste una holding: «Ci sto pensando, ma preferisco tenere staccate le singole realtà», in crescita da anni per fatturati ed organici. Colpisce lo spirito di gruppo: «C’è massima disponibilità, qui ci si conosce tutti: se hanno un problema vengono da me e cerchiamo di risolverlo insieme», aggiunge il giovane patron, fiero di avere una truppa ancor più giovane, 35 anni l’età media. «Poi se c’è da fare una sfuriata il capo la fa – sussurra un tornitore -, specie se un particolare non viene della qualità che vuole lui, ma a fine giornata spesso finisce tutto con una cena insieme in pizzeria». Capofila è appunto la Meccanica Gervasoni nata nel 1988 in un ex bocciodromo: «All’epoca – racconta Gervasoni – lavoravo a Milano di giorno e la sera studiavo grafica, ma trovavo anche di correre sulle piste di motocross: ero bravino con la mia Ktm e avevo ricevuto proposte per diventare professionista. Solo che nell’ultima gara della stagione mi ruppi il polso e in una notte decisi di aprire un’officina meccanica.

I soldi ricavati dalla vendita della moto, poco più di 5 milioni di vecchie lire, li usai a garanzia del prestito di 30 milioni di Artigiancassa necessari per avviare l’attività. Mi aiutò Vito Nava, mio ex datore di lavoro a San che poi creò l’impero Smi. In partenza eravamo solo io, 23 enne, e mio fratello Paolo di 17: facevamo piccoli lavori di manuntenzione: adesso siamo quasi 70 nelle 4 società. C’è stato un pizzico d’incoscenza, ma anche la voglia di battere strade nuove sul fronte macchini utensili. Ci siamo specializzati in componenti di valvole a sfera per il settore petrolifero, creando una filiera completa che ci rende unici in Europa: dal forgiato alla saldatura, alla rettifica, fino ai rivestimenti in carbonio. In aziende più grandi mancano delle lavorazioni prima di arrivare al prodotto finito: i grandi gruppi vengono da noi perché gli offriamo tutto “chiavi in mano”».

Invenzioni fatte in casa
Oltre all’organizzazione, il vero valore aggiunto a Lenna è l’innovazione di prodotto: «I macchinari – spiega Gervasoni – li progetto personalmente e poi li brevetto: a giorno arriva una delegazione ministeriale della Nuova Guinea a vedere gli impianti, altri gruppi esteri li incontriamo alle fiere. Sul mercato ci sono macchine, specie le tedesche, che costano dieci volte le mie, decine di milioni di euro, ma spesso hanno una resa minore: questa è una soddisfazione». Come quella di dare lavoro a tanti valligiani che altrimenti sarebbero emigrati: anzi, alla Gervasoni si è creato il fenomeno del cosiddetto «pendolarismo inverso»: «A Lenna – spiega il presidente – lavora gente che arriva persino da Milano o da Codogno nel Lodigiano, senza contare chi viene dalla pianura orobica, da Mapello, Villa d’Almè o dalla stessa : se la gente sceglie ogni mattina di fare il percorso contrario, partendo dalla pianura e salendo in , significa che hai costruito qualcosa d’importante».

L’espansione continua
L’espansione continuerà dopo l’acquisizione, per oltre un milione e mezzo di euro, dei macchinari ex Frattini: «L’idea è allargare a Lenna la rosa delle lavorazioni meccaniche, puntando su tre settori: , ferroviario e navale. Entro fine anno saremo operativi, abbiamo già in programma 12-15 nuove assunzioni». Gervasoni sa cosa vuol dire camminare controvento: «Contro la crisi non c’è una ricetta particolare, ma è vitale una specializzazione ad alto contenuto tecnologico: per le lavorazioni basiche il nostro costo del lavoro è fuori mercato. Poi occorre diversificare la produzione: persino quando va tutto bene è sempre meglio aggiungere qualcosa a quello che si fa». Pensa alla sua valle e vorrebbe fare di più, anche se sa che ormai è diventato un punto di riferimento: «Il rammarico è la bassa scolarizzazione: mancano ingegneri e periti. Io i ragazzi me li devo formare dall’interno, poi li pago meglio che altrove per fidelizzarli. Ai giovani brembani consiglio di andare a lavorare per qualche tempo fuori, magari all’estero, per avere una maggiore apertura mentale: poi se uno ha i numeri e un’idea vincente può tornare e costruire qualcosa di solido».

Maurizio – L’Eco di Bergamo