Le singolari proprietà tecniche dell’ardesia dell’alta Valle Brembana, come l’elevata resistenza ai carichi, all’alterazione e agli effetti del gelo, sono da sempre note e le cosiddette «piöde», le lastre utilizzate soprattutto per le coperture di tetti, costituiscono un’importante voce dell’economia locale da almeno quattro secoli. Una delle cave a cielo aperto del porfiroide grigio scuro si trova in località Fontana Fredda di Valleve, a più di 1.600 metri di altitudine. È una delle cave più alte di tutta Europa e ci lavorano i soci e i dipendenti della Società cooperativa escavatori di ardesie di Ceav, che festeggia quest’anno il 50° anniversario dalla fondazione.

«La cooperativa è nata il 22 marzo del 1960 e aveva 9 soci, che era il numero minimo previsto per legge – spiega il presidente, Leandro Eroini -. I presidenti sono stati Silvestro Cattaneo, mio padre Renato Eroini, Giancarlo Curti e dal 1984 sono subentrato io, mentre dei primi soci sono ancora viventi Angelo e Francesco Cattaneo». Nei primi anni non sono mancate le difficoltà, soprattutto per la mancanza di attrezzature adatte che costringevano i lavoratori a operare per lo più manualmente. «La lavorazione dell’ardesia è tipicamente manuale ed è tuttora eseguita a mano: l’abilità dei piöder, che viene spesso tramandata da padre in figlio, è una tecnica fatta di colpi decisi ma morbidi, portati con un martello a punta sulle lastre – spiega Eroini -. Per l’escavazione, invece, dagli anni Novanta, utilizziamo macchinari e attrezzature all’avanguardia».

Oltre al socio Giuliano Eroini, artigiano ed esperto posatore di ardesia di qualsiasi formato, attualmente in cooperativa lavorano, da maggio a novembre, 13 persone, che in media hanno fra i 30 e i 45 anni, che nel resto dell’anno svolgono la loro attività negli impianti di risalita della zona, con una continuità lavorativa così sul territorio.

Il problema burocrazia
Non abbiamo risentito della crisi, ma soffriamo un po’ della burocrazia perché siamo costretti, quasi a ciclo biennale, a produrre documentazione per le autorizzazioni della Provincia – dice Eroini -. La cava è di proprietà comunale, ci viene concessa in affitto ma le autorizzazioni sono emesse a livello provinciale». La cooperativa è autorizzata ad estrarre ogni anno fino a un massimo di 500 metri cubi di ardesia, impiegata per il 90% nella realizzazione dei tetti, soprattutto nelle zone montane, ma anche per la pavimentazione esterna e interna e per l’ornamento delle case e dei muri. «La resistenza alle alterazioni fisico-chimiche di questa pietra è diversa da quella ligure, per esempio, e non presenta segni di deterioramento o di lesione di fronte a fenomeni di gelo, salsedine, venti e grandine – prosegue -. La nostra ardesia si rende anche adatta per pavimentazioni a intenso traffico sia pedonale sia automobilistico».

L’utilizzo di questo porfiroide, sagomato «alla francese» o «a squame», dalle forme denominate «grezza», «rustica» o «piemontese», in diverse dimensioni e spessori, è ormai diffuso in tutte le valli bergamasche, in altre parti dell’Italia settentrionale (soprattutto Lombardia, Liguria e Piemonte) e all’estero nelle zone alpine di Francia e Svizzera. «La nostra ardesia si trova sui tetti di almeno 30 chiese, compresa parte di quello della Basilica di Santa Maria Maggiore in Città Alta e inoltre ricopre la sede dell’Asl di Dalmine – spiega il presidente -. A Valleve, invece, dove vige l’obbligo di coperture in ardesia, come opere pubbliche abbiamo realizzato il tetto della parrocchiale, dell’anfiteatro in centro paese e del ponte in legno. Sono diverse centinaia, poi, i tetti di edifici privati realizzati in questi 50 anni». Fiducioso, ma con qualche perplessità, lo sguardo verso il futuro. «I dipendenti giovani e il giacimento di ardesia ci assicurano lavoro per almeno 20 anni – conclude Eroini – e l’unico problema che potrà esserci in futuro sarà il ricambio generazionale». Intanto, il figlio Simone, laureato in giurisprudenza, lavora in cava sulle orme del papà, imparando le varie fasi di lavorazione dell’ardesia dai soci Cristian Midali e Alessandro Cattaneo e da tutti gli altri dipendenti più esperti.

Eleonora Arizzi – L’Eco di Bergamo

  Società Cooperativa Escavatori Ardesie “Capo Brembo” Valleve (BG) – Fondata nel 1960

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