Valle Brembana – Giusto manifestare per la crisi occupazionale in Valle Brembana, giusto scendere in piazza sabato prossimo a Zogno, ma si ricordi che «l’attuale difficoltà del sistema lavorativo valbrembano non è del tutto imputabile alla crisi attuale» e ha radici più profonde. Così in sintesi si esprime il circolo del Partito democratico della Val Serina che aderisce alla manifestazione di sabato «per protestare contro la grave crisi che coinvolge tutta la valle e tutti i settori lavorativi» ma fa notare come «la crisi occupazionale che colpisce la nostra valle è a nostro avviso non improvvisa ed è causata da elementi e situazioni che si trascinano da molto tempo, e sicuramente la crisi finanziaria e dell’economia reale attuale non ha fatto altro che accentuare le problematicità».

In un documento il Pd cita esuberi, trasferimenti di attività, provvedimenti di messa in mobilità e cassa integrazione che hanno riguardato alcune delle principali aziende della valle a partire dalla scorsa primavera e chiosa: «Le cause di questo abbandono da parte delle aziende della Valle Brembana sono sicuramente dovute a una carenza di infrastrutture e all’intasamento continuo di quelle esistenti, al forte disagio per l’isolamento della valle con la conseguente scarsa competitività per i costi aggiuntivi di trasporto e collegamento. E la politica, soprattutto il centrodestra visto che è da tempo immemorabile che governa il nostro territorio – si legge nella nota del circolo del Pd della Val Serina–, ha una notevole responsabilità nel non avere creato possibilità e fatto sistema, diviso in mille campanilismi e egoismi».

Dito puntato contro il centrodestra e la comunità montana, che si sarebbero «dimostrati incapaci di concretizzare e dare vita a una politica di sviluppo e benessere sociale, immobilizzati da giochi politici e incapacità amministrativa».

Ma ce n’è anche per gli imprenditori, colpevoli di aver fatto troppo affidamento sui fondi statali. «Non possiamo dimenticare – scrive il circolo –, che spesso le aziende si sono adagiate sui finanziamenti una tantum da parte dello Stato e quando questi hanno cessato di essere erogati hanno dovuto o delocalizzare o chiudere per impossibilità di proseguire l’attività perché incapaci di competere con le innovazioni e i mercati interni ed esteri».

«Noi come circolo del Partito democratico – conclude il documento –, sosteniamo la protesta dei lavoratori presentandoci insieme a loro nella piazza a protestare contro la cattiva gestione della valle». E ancora: «Non si può pretendere di nascondere i problemi presenti da anni nella valle sotto il tappeto di una crisi mondiale che ha dato l’ultima spallata al sistema lavorativo valbrembano». Da ultimo un incitamento alla ripresa: È ora di rimboccarsi le maniche, è ora che a domande si diano risposte concrete, è l’ora del riscatto della Valle Brembana».

L’Eco di Bergamo

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