Crisi in Valle Brembana: radici profonde
-La Valle Brembana Articolo letto da 583 utenti - Pubblicato il 18 dicembre 2008Valle Brembana – Giusto manifestare per la crisi occupazionale in Valle Brembana, giusto scendere in piazza sabato prossimo a Zogno, ma si ricordi che «l’attuale difficoltà del sistema lavorativo valbrembano non è del tutto imputabile alla crisi attuale» e ha radici più profonde. Così in sintesi si esprime il circolo del Partito democratico della Val Serina che aderisce alla manifestazione di sabato «per protestare contro la grave crisi che coinvolge tutta la valle e tutti i settori lavorativi» ma fa notare come «la crisi occupazionale che colpisce la nostra valle è a nostro avviso non improvvisa ed è causata da elementi e situazioni che si trascinano da molto tempo, e sicuramente la crisi finanziaria e dell’economia reale attuale non ha fatto altro che accentuare le problematicità ».
In un documento il Pd cita esuberi, trasferimenti di attività , provvedimenti di messa in mobilità e cassa integrazione che hanno riguardato alcune delle principali aziende della valle a partire dalla scorsa primavera e chiosa: «Le cause di questo abbandono da parte delle aziende della Valle Brembana sono sicuramente dovute a una carenza di infrastrutture e all’intasamento continuo di quelle esistenti, al forte disagio per l’isolamento della valle con la conseguente scarsa competitività per i costi aggiuntivi di trasporto e collegamento. E la politica, soprattutto il centrodestra visto che è da tempo immemorabile che governa il nostro territorio – si legge nella nota del circolo del Pd della Val Serina–, ha una notevole responsabilità nel non avere creato possibilità e fatto sistema, diviso in mille campanilismi e egoismi».
Dito puntato contro il centrodestra e la comunità montana, che si sarebbero «dimostrati incapaci di concretizzare e dare vita a una politica di sviluppo e benessere sociale, immobilizzati da giochi politici e incapacità amministrativa».
Ma ce n’è anche per gli imprenditori, colpevoli di aver fatto troppo affidamento sui fondi statali. «Non possiamo dimenticare – scrive il circolo –, che spesso le aziende si sono adagiate sui finanziamenti una tantum da parte dello Stato e quando questi hanno cessato di essere erogati hanno dovuto o delocalizzare o chiudere per impossibilità di proseguire l’attività perché incapaci di competere con le innovazioni e i mercati interni ed esteri».
«Noi come circolo del Partito democratico – conclude il documento –, sosteniamo la protesta dei lavoratori presentandoci insieme a loro nella piazza a protestare contro la cattiva gestione della valle». E ancora: «Non si può pretendere di nascondere i problemi presenti da anni nella valle sotto il tappeto di una crisi mondiale che ha dato l’ultima spallata al sistema lavorativo valbrembano». Da ultimo un incitamento alla ripresa: È ora di rimboccarsi le maniche, è ora che a domande si diano risposte concrete, è l’ora del riscatto della Valle Brembana».
L’Eco di Bergamo
Tags: Maniffatura Valle Brembana, Val Serina, ZognoARTICOLI CORRELATI:
Inserito il 19 dicembre 2008 alle ore 13:11 UTC
Ma in tutti questi anni dove avete fatto opposizione?
IL problema dell’abbandono della valle oramai persiste da anni e adesso voi vi mettete a baluardo dei lavoratori…!?
Riflessione…please..
Inserito il 19 dicembre 2008 alle ore 16:42 UTC
Una valle,in quanto tale,quindi lunga e stretta non puo’ per sua caratteristica essere vocata all’industria manifatturiera,che necessita di strade per il trasporto dei manufatti stessi e non si puo’ neppure pretendere di fare supersradae sino a Lenna o Piazza Brembana, altrimenti si distrugge la valle; vedasi il fondovalle della Val Seriana o
Val Trompia a Brescia.
Oltrettutto verrebbe meno quella che invece dev’essere la vera vocazione della moderna Val Brembana: il turismo.
Con interventi (strade e hotel)a basso impatto ambientale e una migliore gestione qualitativa del territorio, abbiamo piu’ di mezza Lombardia che puo’ venire in valle in meno di 1 ora di strada.
Il fatto e’ che per fare turismo, gli operatori attuali non sono assolutamente preparati( mi perdonino quei pochi che lo sono….).
Pero’ bisogna pur cominciare a………prepararci….
Provocazione: 1 SETTIMANA DI STAGE ALL’ANNO IN STRUTTURE TURISTICHE AFFINI IN ALTO ADIGE, FORSE IMPARIAMO QUALCOSA.
Buon Natale a tutti i lettori del sito.
Inserito il 20 dicembre 2008 alle ore 00:12 UTC
Potrebbero certamente servire degli stage in realtà turistiche consolidate come il Tirolo o l’Alto Adige…ma penso che servirebbero molto di piu i numerosi contributi che gli enti pubblici di quelle zone versano per il turismo..
Tanti decantati gestori Altoatesini ecc…farebbero presto a fallire se fossero in Valle Brembana..nn dimentichiamocelo!
Inserito il 25 febbraio 2009 alle ore 17:17 UTC
Beh prima non esistavamo, ma ora siamo decisi a far sentire la nostra voce per il bene della valle.
Portavoce del circolo