Cresce il turismo in Provincia, in città cala
-La Valle Brembana Articolo letto da 730 utenti - Pubblicato il 16 aprile 2009Il comparto continua a tenere nella Bergamasca. Crolla, invece, nel capoluogo. Rondi: la stagione è andata bene anche grazie al boom di presenze sulle piste da sci. Negli ultimi dieci anni il turismo in provincia di Bergamo è cresciuto del 30 per cento. «Un dato in controtendenza rispetto all’andamento nazionale – spiega l’assessore provinciale al Turismo Tecla Rondi. – E negli ultimi mesi, nonostante la crisi, il settore ha continuato a reggere anche grazie al boom di presenze sulle piste da sci». Della situazione del turismo nella Bergamasca si è discusso ieri in un incontro a Bossico.
Al forum hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Provincia Valerio Bettoni, l’assessore Rondi e il direttore del Cestit Centro studi per il turismo e l’interpretazione del territorio dell’Università di Bergamo Andrea Macchiavelli. Durante l’incontro è emerso che il trend positivo è dovuto soprattutto alla presenza dell’aeroporto di Orio al Serio che «ha contribuito in modo forte all’incremento dei flussi turistici. Inizialmente lo scalo ha avvantaggiato soprattutto il capoluogo, ma poi ne hanno beneficiato anche la montagna e l’intero territorio provinciale». L’andamento del settore turistico in provincia contrasta però con quello cittadino.
Infatti, secondo Giovanni Zambonelli, consigliere di Ascom, da novembre le presenze di visitatori italiani e stranieri a Bergamo sono diminuite del 30 per cento. Una percentuale che non accenna a diminuire e che è strettamente legata alla crisi economica internazionale. In cinque mesi la perdita totale di fatturato in città è stata di circa 7 milioni di euro. A causa della difficile situazione alcuni albergatori come quelli del San Marco hanno dovuto chiedere la cassa integrazione per parte dei dipendenti. E se si continua così c’è il rischio che qualche albergo sia anche costretto a chiudere.
Stefania Prandi – Il Bergamo
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