Guelfi e Ghibellini a ClanezzoCortei e battaglie, tornano Guelfi e Ghibellini
Domenica la prima rievocazione storica al Castello: duelli e sfilate con cento figuranti
Nobili e popolani, signori del castello e soldati, danze, duelli e antichi mestieri: il 23 settembre Clanezzo farà un tuffo nel Medioevo, ricordando i feroci scontri tra i valdimagnini guelfi, che parteggiavano per Venezia, e i brembillesi ghibellini, sostenitori dei Visconti di Milano. Nel grande parco del castello, lungo la mulattiera del Porto, sul ponte medievale di Attone e davanti alla storica dogana, andrà in scena la prima rievocazione storica della battaglia di 700 anni fa tra il signore di Clanezzo Unguerrando Dalmasano e i Guelfi dell’Imagna.  

Dalle 15 alle 18 il piccolo borgo storico posto alla confluenza del Brembo e dell’Imagna, un tempo teatro di battaglie e vivaci scambi commerciali, si trasformerà in un grande palcoscenico della storia: il pubblico potrà assistere a duelli, cortei, danze e alla ricostruzione di antichi mestieri. Naturalmente tutto in costumi d’epoca, quelli che vestiranno i circa cento figuranti della rievocazione, voluta dall’Amministrazione comunale in occasione anche del recupero dell’antico complesso del Porto e della passerella pedonale sul Brembo, inaugurati la scorsa primavera. Il compito di far rivivere quei tragici giorni è affidato alla compagnia teatrale di Ubiale Clanezzo «I Articiòch», guidata dallo storico Umberto Gamba. In scena ci saranno gli abitanti di Clanezzo e Ubiale, mentre progetto, organizzazione e sceneggiatura della rievocazione, oltre che a Gamba, si devono a Luca Gherardi di Ubiale Clanezzo e a Mauro Rinaldi di Zogno, quest’ultimo regista dell’evento. I costumi, invece, frutto di una approfondita ricerca storica e confezionati dalle donne del paese, sono stati ideati da Mario Rota di Botta di Sedrina con la collaborazione di Ernestina Capelli di Ubiale Clanezzo.

Guelfi e Ghibellini a Clanezzo

«La rievocazione – spiega Gamba – è ambientata in epoca medievale e incentrata su fatti storicamente avvenuti nei pressi del castello di Clanezzo e con personaggi che, in maniera diretta o indiretta, vi hanno preso parte. Il progetto si rifà all’antichissima origine del castello che nei secoli è stato il baricentro del Comune e il luogo ove si scrisse buona parte della storia delle valli Imagna e Brembilla. L’ambientazione si colloca nel XIV secolo e l’obiettivo sarà quello di ricreare il clima di un periodo storico caratterizzato da scontri armati, tensioni, miseria, ma anche da ricchezza e fasto. E per rievocare quell’epoca ci siamo rifatti a episodi realmente accaduti».

«Giovan Battista Bazzoni, nel 1841 – continua Gamba – prende spunto dal diario di Castello De’ Castelli, che riporta la cronaca dei fatti avvenuti a Bergamo dal 1378 al 1407 per scrivere il romanzo storico “I Guelfi dell’Imagna o Il castello di Clanezzo” (romanzo che renderà famoso Clanezzo nel 1800). Da questo scritto trae origine la sceneggiatura della rievocazione che ci porterà a rivivere la feroce lotta tra le fazioni guelfe e ghibelline. In quel periodo Clanezzo, Ubiale e Brembilla, di fede ghibellina, parteggiano per Barnabò Visconti, signore di Milano e del Bergamasco, mentre di parte guelfa sono le valli Imagna e San Martino, con Gerosa e Almenno superiore. La vicenda si svolge sul finire del XIV secolo: il signore di Clanezzo Unguerrando Dalmasano compie razzie ai danni dei Guelfi dei paesi vicini, commettendo rapine e omicidi, e lasciando dietro di sé solo distruzione.

Ma i Valdimagnini, non appena si rimettono in forze, guidati dall’ex frate domenicano Pinamonte de Pellegrini da Capizzone, attaccano Clanezzo e restituiscono i “favori”. In uno di questi scontri, nei pressi del ponte di Attone sull’Imagna, Unguerrando muore trafitto dalla spada di Pinamonte. Beltramo, figlio di Unguerrando, che si trova a combattere con Barnabò Visconti, torna al castello e, con l’aiuto delle milizie viscontee, sconfigge i Guelfi, cattura Pinamonte e torna in trionfo a Clanezzo con i prigionieri. Dal ponte, quindi, la scena si sposterà di fronte al castello dove verrà ricostruito un piccolo borgo medievale. Soldati, prigionieri e nobili raggiungeranno in corteo la storica dimora del signore di Clanezzo, dove Beltramo farà incarcerare Pinamonte, ringrazierà i suoi fedeli servitori e soldati e darà inizio alla festa. Seguiranno combattimenti medievali, danze e rappresentazione degli antichi mestieri».

La rievocazione sarà accompagnata da una voce narrante e, grazie all’esperienza di alcuni attori della compagnia teatrale di Ubiale, anche da parti dialogate. «Sarà una rappresentazione itinerante – prosegue Gamba – perché si sposterà dal ponte Attone, nei pressi della dogana, al castello, in modo da valorizzare anche la bellezza architettonica del complesso storico del Porto, recentemente restaurato. Una voce narrante farà da filo conduttore durante la rievocazione, in modo tale che lo spettatore non sia mai lasciato solo».

E la rappresentazione sarà anche una sorta di «omaggio» al complesso storico del Porto che recentemente l’Amministrazione comunale ha, in parte, recuperato, ripristinando insieme la passerella pedonale che attraversa il Brembo. Terra al confine tra Milano e Venezia (testimoniata ancora oggi dalla presenza della dogana) per secoli Clanezzo fu crocevia di commercianti e punto strategico di potere. La rievocazione, con nobili e antichi splendori, ricorderà anche quel periodo d’oro. Per farlo al meglio, la strada in paese sarà chiusa al traffico dalle 14 alle 18.

Giovanni Ghisalberti - L’Eco di Bergamo

GALLERY FOTOGRAFICA - Rievocazione storica duelli e battaglie tra Guelfi e Ghibellini Â