Cornello dei TassoArte, storia e natura: confermati dall’Anci nel club dei più belli d’Italia Porto e basilica nell’Alto Sebino, la Via Mercatorum in Val Brembana. Lovere e Cornello dei Tasso si confermano a pieno nel prestigioso elenco de «I borghi più belli d’Italia», il club istituito dall’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) per promuovere quell’Italia «minore» a cui sempre più turisti guardano con attenzione. Un elenco di assoluto prestigio: possono fregiarsi di questo riconoscimento circa 120 Comuni italiani, tra cui, per esempio, Cefalù in Sicilia, Castel Gandolfo nel Lazio, la cittadina umbra di Norcia e i due borghi liguri Manarola e Vernazza.

Il club è nato dall’esigenza di valorizzare il grande patrimonio di storia, arte, cultura, ambiente e tradizioni presente nei piccoli centri italiani che sono, per la grande parte, emarginati dai flussi dei visitatori e dei turisti. Per essere ammessi al club occorre corrispondere a una serie di requisiti di carattere strutturale – come l’armonia architettonica del tessuto urbano e la qualità del patrimonio edilizio pubblico e privato –, e di carattere generale, che attengono alla vivibilità del borgo in termini di attività e di servizi al cittadino.

«Non proponiamo paradisi in terra, ma vogliamo che le sempre più numerose persone che ritornano a vivere nei piccoli centri storici, e che i visitatori interessati a conoscerli possano trovare quelle atmosfere, quegli odori e quei sapori che fanno diventare la tipicità un modello di vita», dice Fiorello Primi, presidente del club.

Pochissimi, dunque, sono i selezionati: insieme a Lovere e Cornello dei Tasso, in Lombardia ci sono i vicini Montisola e Bienno in provincia di Brescia; Gradella nel Cremonese; Castellaro Lagusello nel Mantovano; Fortunago, Oramala e Zavattarello in provincia di Pavia. Di Lovere l’Anci ha premiato la parte più antica, risalente al XII secolo: il centro storico ha mantenuto, intatte, le sue caratteristiche medievali, con le torri, i vicoli e l’attuale piazza Vittorio Emanuele II. Tra i gioielli storici, la basilica di Santa Maria in Valvendra. Costruita tra il 1473 e il 1483, misura 75 metri di lunghezza per 25 di larghezza e fu il simbolo della particolare floridezza economica che i commercianti di Lovere conobbero in quel periodo storico: furono loro, infatti, a volerla costruire. Ma la cultura nella cittadina dell’Alto Sebino è splendidamente rappresentata anche nelle sale dell’Accademia Tadini.

Tuttavia i visitatori trovano almeno altri tre motivi di interesse. Il primo di carattere religioso: la cittadina dell’Alto Sebino ha dato i natali a due Sante, Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa. In Italia soltanto un altro Comune può vantare di aver avuto tra i suoi figli due Santi: Assisi, con Santa Chiara e San Francesco. Il turismo religioso, con il santuario che ospita le spoglie delle fondatrici dell’istituto religioso delle «Suore della carità» e la chiesa parrocchiale di San Giorgio, richiama ogni anno centinaia di visitatori.

Lovere, poi, è polo sportivo e ricreativo: il porto turistico di Cornasola, con una capacità ricettiva di oltre 300 barche, è la più grande struttura portuale sui laghi europei. Il terzo elemento è, ovviamente, quello naturalistico: il lago e la montagna si fondono in un abbraccio che accoglie il visitatore, donandogli la quiete del Sebino e il vigore delle montagne alle sue spalle.

«Il Club garantisce – spiega il sindaco Vasco Vasconi – una vasta promozione di tutte queste nostre attrattive: la descrizione di ogni borgo viene inserita in un’apposita guida turistica che viene poi diffusa in decine di migliaia di copie in tutta Italia». Tuttavia l’ispettore che ha visitato Lovere ha anche «tirato le orecchie» all’Amministrazione comunale per non aver mai posizionato agli ingressi del paese la cartellonistica che segnala a tutti, cittadini e turisti, che si sta entrando in uno dei borghi più belli d’Italia. Il dettaglio evidenziato dall’ispettore rivela anche una scarsa conoscenza e consapevolezza tra i loveresi di questo prestigioso riconoscimento.

«È fondamentale però aver superato l’esame ed essere rimasti ancora nel Club – spiega Giuseppe Gotti, consigliere comunale di maggioranza che nella precedente Amministrazione era l’assessore al Turismo e aveva lavorato per far approdare a Lovere il riconoscimento –, perché ci permette di continuare a confrontarci con realtà più avanzate dal punto di vista turistico e, quindi, di migliorare la nostra offerta».

L’Alta Valle Brembana custodisce, invece, Cornello dei Tasso, il borgo medievale della Valle Brembana, che ha dato i natali al casato inventore delle Poste moderne: la Via Mercatorum con i portici, la chiesina medievale dedicata ai Santi Cornelio e Cipriano con gli affreschi e la torre pendente, il museo del casato dei Tasso, la piazzetta e l’atmosfera magica che si respira passando nelle viuzze hanno convinto i vertici del club.«In questi tre anni – spiega il vicesindaco Gianfranco Lazzarini – il ritorno in termini di immagine è stato importante, e il borgo è comparso su riviste nazionali e in televisione».

La scorsa domenica, intanto, a Pandino, nel Cremonese, i borghi lombardi hanno siglato un «Patto di amicizia» con cui si impegnano a incentivare «scambi di carattere sociale, culturale, artistico ed economico tra le rispettive cittadinanze, per conoscere prodotti, tradizioni e usanze». C’erano anche il sindaco di Lovere, Vasco Vasconi, e il vice di Camerata Cornello, Lazzarini. «In quell’occasione – dice quest’ultimo – abbiamo fatto anche il punto della situazione sulla proposta di legge regionale per il riconoscimento dei borghi storici. Se verrà approvata i nostri Comuni potranno accedere a contributi importanti per conservare e valorizzare ancora di più i borghi».

Giuseppe Arrighetti - L’Eco di Bergamo