Cornalba, sulle falesie scoperto nido di falco pellegrino
Cornalba Articolo letto da 274 Utenti - Pubblicato il 20 Giugno 2008
Il rinvenimento rende ancor più preziosa la Valle Serina. Soddisfazione per gli ornitologi bergamaschi. Un’altra importante scoperta ornitologica nella nostra provincia. Sulla bianca falesia che dà il nome al paese di Cornalba ha nidificato il falco pellegrino. Questa grande falesia che domina l’ampia Valle Serina con i suoi spazi aperti e la folta vegetazione circostante costituisce l’habitat ideale per la nidificazione del più aggressivo e affascinante falcone europeo, segnalato già da Federico II di Svevia nel suo «De arte venandi cum avibus» come eccellente per la falconeria.
Basti dire che il falco pellegrino si nutre esclusivamente di altri uccelli che vanno dalle dimensioni di un passero a quelle di una cornacchia o di un’anatra. Le sue prede vengono catturate non a terra, bensì in volo, con una picchiata verticale da oltre trecento chilometri all’ora, che si conclude con un tremendo colpo di artigli sulla vittima che precipita e viene successivamente agganciata ancora in aria oppure al suolo.
Dato quasi per estinto in Lombardia negli anni ‘70, oggi il falco pellegrino è tornato ad abitare e a riprodursi nelle valli bergamasche, sono in aumento infatti gli avvistamenti di questo falcone anche in città , dove i piccioni torraioli costituiscono una facile e inesauribile dispensa. Domenica 24 maggio scorso un gruppo di giovani rocciatori, che si accingeva a scalare l’imponenete palestra di roccia di Cornalba, ha trovato un giovane falco pellegrino ancora inabile al volo.
Segnalato il ritrovamento alla Sala operativa del Corpo di Polizia provinciale, è subito intervenuta una pattuglia del nucleo ittico-venatorio che ha recuperato l’esemplare, perfettamente incolume e completamente piumato con la livrea giovanile e lo ha affidato per il recupero alla vita selvatica al Cras di Valpredina.
«Si tratta indubbiamente di un caso di involo troppo precoce», ha spiegato Walter Serpellini, ufficiale del Corpo di Polizia provinciale, intervenuto sul posto insieme al sottufficiale Albani Rocchetti G. Battista. «Probabilmente il giovane falcone è caduto dal nido posizionato in una cavità nella parete più alta della falesia, dove potrebbero essere rimasti i suoi fratelli di nido, che di norma vanno da due a quattro».
L’episodio mette in evidenza l’accresciuta biodiversità delle nostre valli, ma anche la conflittualità tra la frequentazione delle pareti rocciose da parte dei free-climbers e la conservazione dei rapaci. Molte pareti rocciose sono infatti utilizzate per la riproduzione di gheppi, nibbi, poiane, corvi imperiali e ora anche di falchi pellegrini, che durante il periodo della cova e dello svezzamento dei pulcini soffrono molto il disturbo causato dai rocciatori, in arrampicata più o meno libera.
Ma a causa del decreto ministeriale 184 dell’ottobre scorso, conosciuto come «Decreto Pecoraro Scanio», raccomanda alla Regione di adottare misure preventive di limitazione o interdizione alla scalata di pareti rocciose utilizzate per lo svernamento o la nidificazione dei falconiformi, delle aquile, del gufo reale o del gipeto.
A partire dagli anni ‘50 il falco pellegrino ha subito un drammatico declino in tutte le aree industrializzate e ad agricoltura intensiva per avvelenamento da sostanze tossiche e per persecuzione diretta, oggi a 50 anni di distanza nella Bergamasca il falco pellegrino nidifica oltre che sulla Corna Bianca di Dossena, sul Cancervo, sul Corno di Predore e sulle Rocce del Misma di Cenate Sopra e al Bögn di Castro. Addirittura a maggio un esemplare è stato avvistato in Borgo Palazzo mentre volava sopra l’ex Onp.
Nel 1997 un falco pellegrino venne recuperato in località Bersaglio di Costa Volpino, dove, durante una velocissima picchiata, aveva urtato un cavo sospeso. Fu più sfortunato del pellegrino di Cornalba.
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Inserito il 27 Giugno 2008 alle ore 18:14 CEST
A parte che i di giovani rocciatori cerano pochi o nessuno
1) Da quando frequento Cornalba x arrampicare ( 15 anni ) i rapaci sono aumentati
xhe non vengono più disturbati dai cacciatori .
2) Poi l’ufficiale del Corpo di Polizia intervenuto a recuperato il volatile con un sacchetto di PLASTICA alla faccia dell’ aiuto della bio diversitÃ
3) E il volatile è caduto dal nido causa dalle forti piogge avvenute in quei giorni
e non dalla conflittualità tra la frequentazione delle pareti rocciose da parte dei free-climbers , che loro anno avvisato il corpo forestale ( poco propensi a intervenire quando contatati al telefono )
Inserito il 18 Agosto 2008 alle ore 20:42 CEST
ormai sono 14 anni che vengo in villeggiatura a Cornalba e vederlo volteggiare nei pressi della croce dei F.lli Cornetti e/o sopra la falesia è veramente grandioso;
falchi, orsi, …. quale novità l’anno prossimo in val Brembana ???