Cornalba e Serina ricordano l’eccidio di 15 partigiani
Cornalba, Serina Articolo letto da 312 Utenti - Pubblicato il 25 Novembre 2007Cornalba Una delle pagine più tristi e violente della Resistenza. Uno degli episodi che più hanno colpito gli antifascisti bergamaschi, ritenuto ancor oggi grave quanto quello della Malga Lunga. Stiamo parlando dell’eccidio di Cornalba, avvenuto il 25 novembre del 1944 in due episodi che lasciarono sul campo ben dieci partigiani, ma che non si esaurì qui perché un settimana dopo, il primo dicembre, a Serina, si registrarono altri cinque caduti in un nuovo rastrellamento.
Ricorda Salvo Parigi, oggi presidente dell’Anpi bergamasca: «Ancora adesso non ci si capacita di quel che è successo, non a una banda un po’ scalcagnata, male in arnese, ma a una vera formazione di Giustizia e Libertà , la 24 Maggio, una struttura militare ben organizzata».
Il punto debole
Il punto debole era certamente la posizione della formazione partigiana stanziata nell’area della Val Serina: «Cornalba era facilmente raggiungibile da più parti e poi, una volta accerchiati, era difficile scappare. Questo infatti è successo in quel tragico novembre». Mancavano i servizi di sentinella per cui il comando della compagnia OP di Bergamo ha potuto risalire tranquillamente la Val Serina da tre parti, circondando il paese: «Prima hanno fermato un pullman e fatto scendere tre partigiani alla cascatella del Rosolo. Li hanno subito ammazzati: Giuseppe Biava, Barbara Chiesa e Antonio Ferrari».
I partigiani di Cornalba hanno provato quindi a scappare verso le pendici dell’Alben «ma le mitragliatrici fasciste, piazzate una in un prato, l’altra sul campanile della chiesa, e i mortai non hanno lasciato scampo». Sono morti così il comandante Giacomo Tiragallo (Ratti), i fratelli Gino e Pietro Cornetti, Franco Cortinovis, Giuseppe Maffi, Battista Mancuso, Callisto Sguazzi (Peter).
E pochi giorni dopo i militi della Guardia forestale di Serina, nell’ennesimo rastrellamento, mandano a morte altri cinque partigiani: Celestino Gervasoni, Mario Ghirlandetti e i russi Carlo, Michele e Angelo.
Colti di sorpresa«Sono stati colti di sorpresa, tutti, non hanno nemmeno potuto reagire: certo qualche spiata c’è stata. È per questo che quelle quindici vittime sono rimaste un po’ un simbolo nel cuore dei bergamaschi», spiega Salvo Parigi. E i bergamaschi questa mattina, a 63 anni di distanza, vogliono commemorare quei partigiani con una manifestazione che toccherà sia Cornalba che Serina a cui parteciperà Antonio Pizzinato, presidente del Comitato regionale lombardo dell’Anpi.
Il ritrovo è in città , a Bergamo alle 8.30 al palazzetto dello sport dove partirà l’autocolonna che si fermerà per un omaggio alle lapidi dei caduti di Zogno, Ambria, Algua e Rosolo. Alle 10.15 a Cornalba la Messa di suffragio; alle 11 ancora a Cornalba il discorso del senatore Antonio Pizzinato. Quindi a mezzogiorno a Serina l’omaggio alle tombe dei caduti russi. «Vogliamo ricordare le ragioni di quelle morti, i motivi per cui quelle persone combattevano – conclude il presidente Parigi –: la libertà , la libertà per tutti. Una lotta che ha ha portato, tra gli altri, a quello che a me pare uno dei risultati più belli: la nascita della nostra Costituzione».
L’Eco di Bergamo
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Inserito il 25 Novembre 2007 alle ore 21:56 CET
Estremamente importanti queste iniziative, per ricordare alle persone le atrocità che accompagnano una dittatura e una guerra, affinchè episodi del genere non si ripetano mai più.