Un contratto di solidarietà a modo suo storico, quello alla Sit di , che opera nel settore della produzione di componenti per la trasmissione (pulegge, giunti, slitte), perché è il primo raggiunto dopo la firma dell’accordo tra sindacati e Confindustria Bergamo, a fine aprile, per agevolare in provincia l’utilizzo di questo strumento. Un’intesa, che oggi dovrà essere ratificata dall’assemblea dei lavoratori, «che è soprattutto importante – precisa Pier Capelli, della Fim Cisl di Bergamo – perché salvaguarda l’occupazione, offrendo vantaggi economici e normativi per i lavoratori, in maniera più significativa, rispetto ad altri ammortizzatori».

La solidarietà, che arriva dopo un periodo di cassa ordinaria terminato la scorsa settimana, interesserà 56 lavoratori su un totale di 84 addetti, a partire dal 30 agosto per 12 mesi, prorogabile per ulteriori 12 mesi. L’accordo prevede anche l’integrazione della tredicesima per tutto il 2010. «Certo, l’accordo è importante – prosegue Capelli – anche perché il primo fatto con Confindustria Bergamo, e perché agisce su una zona, la Valle Brembana e il distretto di Brembilla in particolare, che è particolarmente in sofferenza in questo settore. Con questa intesa, inoltre, siamo riusciti a convincere l’azienda dell’importanza di salvaguardare l’occupazione e superare insieme la crisi che ancora morde. Riteniamo infine che questa intesa possa servire da esempio per altre aziende del settore».

Soddisfazione anche da parte dell’azienda, che ha individuato nel contratto di solidarietà «un ammortizzatore in linea con l’attuale situazione e che più di altri, pone l’attenzione verso i nostri dipendenti, nella speranza che gli scenari economici possano evolvere e si possa tornare a un quadro più positivo». «L’auspicio – aggiunge ancora Capelli – è che questo accordo, dal momento che la crisi non è affatto superata, diventi apripista per diffondere finalmente, in accordo con Confindustria Bergamo, questo strumento che garantisce vantaggi per tutti».

Anche Margherita Dozzi di Fiom Cgil pone l’accento sul fatto che si tratta «del primo contratto del genere firmato da Confindustria di Bergamo», arrivato al termine di una trattativa in cui «gli industriali volevano inserire una clausola che però ha trovato la nostra opposizione. Speriamo di riuscire anche in altre realtà produttive in difficoltà ad arrivare ad accordi con Confindustria che utilizzino contratti di solidarietà, che consideriamo non uno strumento rigido, bensì adatto anche per le aziende più piccole e là dove sia necessaria una riduzione oraria più rilevante».

Con questo ultimo accordo i metalmeccanici bergamaschi «in solidarietà» salgono così a 430, mentre salgono a nove le aziende del comparto che fanno uso di questo ammortizzatore. I 56 lavoratori della Sit vanno infatti a sommarsi ai 58 della Imet, ai 27 della Lametec entrambe di Cisano Bergamasco, ai 26 della Taiocchi di Treviolo, ai 105 della Somaschini di Trescore, ai 71 della Eurodies di Lurano, ai 45 della Bodycote di Madone, ai 23 della cooperativa Elvas di Colere e ai 19 della Raccordtubi di Calvenzano. L’esempio della Sit potrebbe essere seguito a breve da qualche altra azienda, che in queste settimane starebbe valutando lo strumento alla scadenza delle settimane di cassa ordinaria, come anticipato nei giorni scorsi dal presidente di Confindustria Bergamo Carlo Mazzoleni. Rispetto però ad altri territori (come ad esempio a Brescia, che conta già oltre una quarantina di contratti di solidarietà), resta ancora un gap importante da colmare.

L’Eco di Bergamo

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