Consulto a Serina sulle colture montane
Serina Articolo letto da 247 Utenti - Pubblicato il 1 Marzo 2007Consulto a Serina sulle colture montane: serve più associazionismo
La situazione critica dell’agricoltura di montagna è stata messa a fuoco negli interventi di operatori, amministratori pubblici e tecnici che a Serina hanno animato il tradizionale incontro di fine inverno dell’Associazione manifestazioni agricole e zootecniche di Valle Serina per la consegna dei premi di partecipazione alla Fiera zootecnica dell’autunno precedente.
L’incontro, coordinato dal segretario associativo Fabrizio Berbenni, al di là della consegna dei premi, ha permesso un momento di riflessione sulla situazione del settore definita preoccupante e critica per la montagna che del settore primario è l’anello debole, nonostante produca prodotti di nicchia e particolarmente ricercati. Il problema è che il settore non ha fatto in passato cultura imprenditoriale e fino ad ora si è fatto ricorso prioritariamente al sostegno pubblico fine a se stesso che non ha prodotto imprenditoria. Di questa situazione sono responsabili gli operatori e in qualche misura le associazioni di categoria. Appare inderogabile fare squadra e cioè sviluppare un associazionismo che paga dove si pratica.
Durante il dibattito, un grido d’allarme è stato lanciato da Franco Locatelli, presidente dell’Associazione manifestazioni agricole e zootecniche di Valserina, ed è stato rilanciato dai sindaci di Serina Michele Villarboito e di Aviatico Stefano Dentella. «Si rilevano difficoltà gestionali e scoramento negli operatori - hanno detto - che smorzano emergenti entusiasmi di giovani che avevano deciso di entrare in azienda; non si trovano sostegni ma si riesce ad infierire con multe salate per piccole infrazioni burocratiche». «La situazione è certamente difficile e non si riesce a dare una risposta concreta - ha detto l’assessore comunitario all’Agricoltura Alessandro Balestra -perché le risorse disponibili provenienti dall’Unione europea vanno sempre più diminuendo. Ogni anno in Comunità montana arrivano richieste di contributi per circa 800 mila euro, ma se ne può soddisfare soltanto un 25%». Ha concluso l’assessore: «Certamente la Comunità montana sarà attiva dove ha possibilità di intervento e in particolare nella difesa delle Dop esistenti del taleggio e del Formai de mut e nell’acquisizione di quelle richieste per il Branzi e lo Strachitunt».
«L’allargamento dell’Unione europea - ha concordato Giulio Campana parlando a nome dell’assessore provinciale Luigi Pisoni - fa temere un futuro ancor più nero in proposito che andrà affrontato facendo squadra, come si è fatto per la produzione tipica della Valle Brembana e della Valle Taleggio, e come si fa in Valserina con l’Associazione manifestazioni agricole e zootecniche». Dello stesso avviso il presidente provinciale Coldiretti Franco Gatti: «Si deve puntare su una maggiore attenzione dalla Regione che è competente in materia sul Piano di sviluppo rurale i cui contenuti non ci convincono e non ci danno fiducia. Ma anche sulla condivisione dei problemi, sull’associazionismo e sulla progettazione mirata di interventi».
«Come sindaco e come montanaro - ha concluso il dibattito il senatore Valerio Carrara, sindaco di Oltre il Colle - non posso non notare la drammaticità della situazione che potrebbe non avere sbocchi. La si deve affrontare in unità di intenti, facendo pressione sulla Regione e ciascuno nel proprio ruolo e per le proprie competenze».
L’Eco di Bergamo - 1/03/2007
ARTICOLI CORRELATI: