Consorzio miniere di Oltre il Colle
Oltre il Colle Articolo letto da 412 Utenti - Pubblicato il 9 Novembre 2006Un consorzio per riaprire le antiche miniere
Gorno, Oneta e Oltre il Colle alleati con l’agenzia che gestisce il parco della Val Trompia
GORNO Diventeranno un parco minerario le miniere della Val del Riso e della Val Parina, chiuse ormai da 22 anni. Per realizzare il progetto i Comuni di Gorno, Oneta e Oltre il Colle hanno dato vita, insieme alla società «Berghem mines & tech» e all’Agenzia parco minerario dell’alta Valle Trompia, al consorzio «Valle del Riso-Val Parina», che è stato presentato sabato sera a Gorno nel corso di una serata organizzata dall’Amministrazione comunale.
In un teatro dell’oratorio gremito di persone, tra le quali molti ex minatori e un gruppo di emigranti partiti per l’Australia e poi tornati in patria, il sindaco di Gorno, Giampiero Calegari, ha illustrato il progetto «Emigranti gornesi. Miniere e minatori in patria e all’estero».
Tra Val del Riso e Val Parina
Un progetto nato con l’idea, ha spiegato Calegari, di «salvaguardare e valorizzare il patrimonio rappresentato dalla grande e antica cultura mineraria visibile con le sue infrastrutture e testimonianze ancora presenti sul nostro territorio e in tanti angoli del paese». Si è quindi passati alla presentazione del consorzio minerario «Val del Riso-Val Parina». L’idea di far parte del consorzio, ha detto ancora Calegari, è nata dalla volontà di «muoversi insieme ai Comuni limitrofi perché il progetto regionale di un parco minerario andasse in porto, in modo che tutti noi, e in particolare i giovani, potessimo in ogni momento ricordare come e dove lavoravano i nostri padri». Obiettivo del consorzio è attivare un progetto che porti a riqualificare e valorizzare le aree minerarie e le relative sovrastrutture, in modo da favorire il turismo culturale. Verranno allestiti musei, predisposti itinerari guidati nelle miniere, recuperati i vari siti presenti sul territorio: il tutto inserito in un percorso ragionato.
La Val Trompia come modello
In questo senso il modello è costituito dal parco minerario della Val Trompia, in provincia di Brescia. Non a caso al consorzio partecipa, con una quota del 4%, anche l’Agenzia parco minerario alta Valle Trompia, la cui esperienza sarà fondamentale nella realizzazione del progetto. Il consorzio si è costituito l’11 ottobre 2003, i tre Comuni detengono ciascuno il 24% del fondo consortile, quota identica a quella della «Berghem mines & tech», la società privata che ha in corso la richiesta di concessione mineraria grazie alla quale sarà possibile consentire l’accesso ai siti. La sede del consorzio è stata fissata a Oneta, in via Marconi. Presidente è il sindaco di Oneta Angelo Dallagrassa; amministratore delegato il sindaco di Gorno. Il vicesindaco di Oltre il Colle Pierangelo Manenti presiede invece la commissione tecnica, composta da persone, tra le quali molti ex minatori, che, grazie alla loro esperienza e professionalità , predisporranno un progetto generale di recupero e valorizzazione dei siti.
«Un patrimonio da conservare»
Sabato sera, a Gorno, erano presenti i rappresentanti degli enti coinvolti nel consorzio. Da parte di tutti è stata espressa soddisfazione per il progetto in corso. Aldo Zubani, dell’Agenzia parco minerario alta Valle Trompia, ha illustrato quanto è stato fatto in provincia di Brescia, dove il parco, aperto nel 2000, lo scorso anno ha avuto circa 25 mila visitatori. Il sindaco di Oneta, Angelo Dallagrassa, ha posto l’accento sul recupero delle miniere come recupero di una storia dentro la quale si celano valori preziosi. «Il 12 gennaio del 1982 – ha detto – con il deposito della concessione mineraria, si ruppe un quadro in cui le nostre comunità si erano specchiate per tanti anni. Noi vorremmo ricomporre questo quadro per riportare in vita qualcosa che è nostro, che è dentro di noi. Se non lo facciamo lo perderemo per sempre. Tutto questo va fatto anche e soprattutto per le generazioni future: a loro vanno trasmessi quei valori fondamentali che accomunano tutti coloro che hanno vissuto quell’esperienza». «La scelta di aderire al consorzio – ha affermato Paolo Callioni, della “Berghem mines & tech” – è stata dettata dall’affetto al territorio e dalla convinzione che pubblico e privato possano convivere e portare a scelte positive». Il senatore Valerio Carrara, sindaco di Oltre il Colle, ha sottolineato come la storia dei tre paesi sia simile e come sia necessario ridare ad essi slancio. «La storia di Gorno e Oneta – ha rimarcato – è praticamente parallela a quella di Oltre il Colle. Questo è uno dei motivi per cui abbiamo deciso di aderire al consorzio. Oggi noi sindaci abbiamo un impegno ed un obbligo morale: cercare di riportare nei nostri paesi quei posti di lavoro che sono stati persi con la chiusura delle miniere. Il consorzio è partito per tentare di attrarre i turisti attraverso la riscoperta di quello che è stato il nostro passato storico nel mondo delle miniere. Per questo obiettivo mi impegno a fare tutto il possibile anche come parlamentare». Il sindaco di Gorno ha infine concluso dicendo: «Il 4 dicembre 2005 vogliamo celebrare la Messa di Santa Barbara, patrona dei minatori, nei tunnel recuperati». La serata è poi continuata con la proiezione di un filmato, realizzato da Carlo Gibellini, in cui sono state rievocate le tappe salienti del viaggio in Australia promosso nell’agosto scorso dall’Amministrazione comunale di Gorno. Viaggio che ha anche permesso di sancire un gemellaggio con la cittadina di Kalgoorlie.
Tra gli emigrati in Australia
La delegazione gornese ha ripercorso le stesse strade di quegli emigranti che, tra la fine dell’Ottocento e gli anni Sessanta del secolo scorso, lasciarono la Val del Riso per andare a cercar fortuna nelle miniere d’oro del Western Australia. Miniere che furono anche teatro della famosa vicenda di Modesto Varischetti, un emigrante gornese che, nel 1907, quando aveva 32 anni, rimase intrappolato per nove giorni nel sottosuolo di Bonnie Vale a causa di un nubifragio. Venne salvato grazie all’intervento di due palombari e all’intensa opera di prosciugamento della miniera. Modesto Varischetti ora riposa nel cimitero di Kalgoorlie: la silicosi se lo portò via il 3 settembre 1920. La sua storia è stata raccontata nel libro «Un bergamasco chiamato Charlie» scritto, assieme al giornalista australiano Tom Austen, dal gornese Luigi Furia, anche lui recatosi in Australia ad agosto.
Minatore salvato dai palombari
«Abbiamo fatto questo viaggio – ha spiegato Calegari – per ripercorrere l’itinerario fatto, quasi cent’anni fa, dal nostro concittadino Modesto Varischetti. Abbiamo incontrato i bergamaschi e gli italiani in Australia, tante autorità australiane e anche alcuni nostri parenti che ora vivono là . Ovunque è stata una gran festa. Sono stati 18 giorni ricchi di emozioni e commozione». Il direttore dell’Ente bergamaschi nel mondo Massimo Fabretti, si è complimentato con l’Amministrazione comunale per l’idea del viaggio. «Avete ristabilito un collegamento – ha detto – che per i nostri emigranti è fondamentale. Per loro è importante sentirsi ancora legati al proprio luogo d’origine, non sentirsi dimenticati». Elogi anche dal presidente della Provincia, Valerio Bettoni: «Credo che questo viaggio abbia aiutato a capire cosa sia stata l’emigrazione e cosa abbia significato per tanti bergamaschi. Se noi oggi stiamo così bene lo dobbiamo anche ai sacrifici di questa gente». Sono state premiate una quindicina di persone emigrate in Australia e poi tornate in patria.
Edmondo Varani - L’Eco di Bergamo 13 Gennaio 2004
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