scagliaBrembilla – «Mah, non so, tanti altri avrebbero meritato più di me, comunque…». Più che soddisfatto sembra incredulo Mario , 78 anni, l’imprenditore di neo Cavaliere del lavoro, la più alta onorificenza in campo economico, che a sfuggiva da tre anni. Ma – chiediamo – non è contento? «Be’, un po’ sì». Ma lo sarà almeno per il suo gruppo, la sua famiglia… «Quello sì, di sicuro. È un riconoscimento che va a , all’azienda, ai nostri lavoratori, a Brembilla, a Confindustria…». A tutti tranne che a lei. «Mah, sono un po’ deluso di me, perché quando il presidente degli industriali Carlo Mazzoleni me l’ha comunicata, la notizia mi ha un po’ inorgoglito, e questo non va bene». Ma non c’è nulla di male, è giusto essere orgogliosi, e poi lei ha il merito di…«…di avere mandato avanti la baracca». Insomma, definire «baracca» un gruppo con 750 dipendenti (di cui 300 a Brembilla) e un fatturato di 111 milioni non sembra tanto appropriato, è stato poi lei ad avviare l’internazionalizzazione…

«…sì, un po’ quella roba lì». Insomma, non c’è verso. Mario Scaglia non ritiene di meritare il cavalierato, devono essersi sbagliati a Roma. E, per strappargli qualche commento, bisogna spostare il discorso sull’azienda, su Brembilla, su Bergamo e su Confindustria… «La nostra è una storia lunga – racconta – l’azienda è stata fondata dal mio avo Martino nel 1838 e produceva articoli torniti in legno per il settore tessile. A veniva sviluppata la parte commerciale. L’azienda ha sempre avuto una duplice anima, milanese e . Io stesso, come mio padre, faccio il pendolare tra Milano e Brembilla». Mario Scaglia, laureatosi in ingegneria meccanica al Politecnico di Milano nel 1958, è entrato in azienda nel 1960. «Allora si lavorava il legno, oggi non ce n’è più un grammo. Per stare in piedi abbiamo dovuto cambiare mestiere.

E dal legno siamo passati all’elettronica, alle leghe leggere, al poliuretano, alle materie plastiche. È questo che ci ha consentito di andare avanti, anche se oggi è un’impresa difficilissima». È sotto il suo impulso che lo stabilimento di Brembilla genera la Scaglia spa (accessori per macchine tessili), la Sit (componenti trasmissioni meccaniche, che ha recentemente avviato la nuova sede logistica di Cusago) e l’Indeva (automazione industriale). Successivamente affiancate da Elatech (cinghie in poliuretano, il nuovo stabilimento sarà pronto in settembre) e Pellegrini (componenti trasmissioni meccaniche). Scaglia, nei primi anni Settanta, dà avvio a società in Francia, Spagna, Germania, Svizzera e, in seguito, negli Usa e in Cina. Lo sviluppo tecnologico permette a Indeva di fornire lo stabilimento Rolls Royce di Singapore per le turbine di grandi aerei. Presidente e amministratore delegato fino al 2003, quando ha lasciato le redini ai figli Stefano e Riccardo (il terzo, Federico, è avvocato), Mario Scaglia oggi è pre-Galassia di imprese con 750 dipendenti e 111 milioni di fatturato sidente della capogruppo Sit. Dal 2000 è presidente della Gamec, mentre dal 1987 al 1993 lo è stato ’Accademia ; sindaco di Brembilla dal 1975 al 1980, oggi è presidente onorario della locale casa di riposo. Ma Scaglia, alla fine della chiacchierata, resta perplesso: «Questa del Cavaliere del lavoro mi sembra una cosa troppo grossa per me». Ma non festeggerà in famiglia? «Mia moglie non lo sa ancora. Però, adesso sto guardando
fuori dalla finestra e spero che domani sia una giornata di sole per andare a fare una bella passeggiata sui nostri monti».
Adesso sì che è davvero contento Mario Scaglia.

Pierluigi Saurgnani – L’Eco di Bergamo