vescovoTaleggio – Un compleanno speciale per monsignor Francesco Beschi. Il vescovo di ha festeggiato il compleanno infatti a , avvolto dal calore della comunità che lo aveva invitato a visitare la . Per la prima volta monsignor Beschi ha potuto visitare la Valle Taleggio e una felice concomitanza di eventi gli ha permesso anche di poter ammirare il polittico di San Giacomo di Palma il Vecchio recentemente «tornato a casa» dopo lunghi anni di assenza per restauro. Il paese in festa, gli addobbi gialli e rossi, i rappresentanti del Comune, i sacerdoti della valle, l’organo e il coro, la chiesa colma di gente e colorata dal rosa delle ortensie: tutta Peghera ha accolto con grande entusiasmo il vescovo. Don Ernesto Vavassori, amministratore parrocchiale di Peghera, ha fatto i saluti iniziali: «Ci sentiamo vivi e presenti; l’accoglie questa comunità con i suoi turisti, l’accogliamo come Padre e vogliamo ascoltare la parola che guida il cammino della Chiesa». «Grazie dell’invito – ha risposto monsignor Beschi – grazie per le vostre parole e per l’accoglienza. Rivolgo una preghiera per questa comunità e per tutte le sue famiglie, soprattutto quelle più provate».

Nell’omelia monsignor Beschi, riferendosi alle letture, ha ricordato: «Quanto, ancora una volta, quello che abbiamo ascoltato è una forte provocazione di Gesù che risuona con attualità. Quale vantaggio ha l’uomo che guadagna il mondo intero e perde l’anima? È una chiara provocazione che ci rende consapevoli del rischio di perdere per sempre la nostra anima e la nostra vita per la diffusa insoddisfazione che ormai troviamo anche nei più piccoli, che non sono mai contenti. Noi per primi non siamo mai soddisfatti e sempre alla ricerca di un colpevole su cui far ricadere la colpa. Perché il nostro benessere non coincide con la tranquillità? – ha chiesto il vescovo -. Perché siamo spinti da avidità, non solo dell’avere, ma anche del consumare e non solo cose, beni, ma anche e soprattutto esperienze. È una legge che si impone sempre di più in tutte le fasce sociali, siamo quasi dipendenti dalla fame di sperimentare ed è la paura che ci porta a ciò.

E così facendo perdiamo di vista quello che realmente siamo, noi in relazione con gli altri: perdiamo l’anima quando ci dimentichiamo degli altri. Noi viviamo quando amiamo e siamo amati. È l’essenziale nella vita. Abbiamo bisogno di relazioni significative. Non si può imporre la fede a qualcuno ma senza Dio, l’uomo muore. In questa chiesa così bella e in questa valle che vedo per la prima volta, il Vangelo ci vuole far gustare qualcosa di ancora più bello che diventi segno di speranza».

Prima della fine della Messa i ringraziamenti e l’offerta dei doni: monsignor Beschi ha ricevuto due cesti colmi di fiori e di prodotti della terra, un libro da parte del Comune e un servizio per la prima colazione con i nomi dei componenti della sua famiglia da parte di don Ernesto. Monsignor Beschi ha ringraziato per i doni e soprattutto per la condivisione della preghiera che, a suo dire, «è stata molto intensa». Al termine è stato guidato alla scoperta del polittico di Palma il Vecchio, quindi si è intrattenuto sul sagrato a salutare i fedeli.

Silvia Salvi – L’Eco di Bergamo