In un incontro avvenuto con l’assessore all’Agricoltura, Parchi, Foreste, Caccia e , Orfeo Damiani, è stato confermato che lo stesso ha provveduto ad inviare alle sedi delle Imprese Boschive una lettera avente per oggetto: “Norme forestali, in attuazione del’articolo 11 della 28 ottobre 2004, n°27 (Tutela e valorizzazione delle superfici, del paesaggio e dell’economia forestale). Nella lettera viene comunicato con motivata soddisfazione che, con la D.G.R. del VIII/10.994 del 13 gennaio 2010 (allegato sub 2), sono state approvate le modifi che inerenti il Regolamento Regionale. In particolare vengono posti in evidenza i provvedimenti adottati a carico dell’art. 48 (Prescrizioni tecniche provvisorie per i siti Natura 2000), per le quali la si è attivata nel sensibilizzare la ed ottenendo così il superamento degli effetti negativi che le limitazioni imposte dalla stesura originale proiettavano sulle attività socio economiche della fi liera selvicolturale vallare.

Quanto sopra, nella consapevolezza che la tutela del patrimonio boschivo passa attraverso una gestione quanto più condivisa ed in grado di tenere in considerazione le esigenze di tutte le parti interessate. Secondo l’assessore Damiani ciò che ha inciso in modo rilevante sulla fi liera boschiva del territorio è determinato da quanto specifi catamente sancito nella lettera. Inoltre intende evidenziare che gran parte del territorio dell’Alta Valle Brembana rientra nella zona a Protezione Speciale Bergamasche, che in occasione di annate nevose, in Alta Valle, un abbondante innevamento delle aree a bosco impedisce lo svolgimento delle attività silvocolturali già da metà novembre. Che sui versanti in aree poco soleggiate, la coltre nevosa impedisce l’accesso alle aree di quanti operano nel settore delle utilizzazioni forestali fino a primavera inoltrata.

Ponendo in risalto che l’istituzione delle Z.P.S ha come fi nalità la tutela dell’avifauna e non è dettata da principi selvicolturali, Damiani ha così concluso: “Intendo evidenziare che il vincolo imposto dalla stesura originaria, determinava l’impossibilità di procedere alle attività selvicolturali causando a molte famiglie, in particolare per quelle che abitano nei Comuni dell’Alta Valle, un problema di carattere economico, in quanto le stesse venivano obbligate ad acquistare legna da ardere per il riscaldamento dell’anno successivo pur disponendo di boschi situati all’interno dei confi ni della Z.P.S. ed alle imprese boschive impegnate nei Comuni dell’Alta Valle, un problema di carattere economico per una riduzione dal punto di vista temporale e spaziale delle opportunità di lavoro, in particolare per quelle imprese specializzate nel taglio dei boschi cedui.”

Enzo Novesi