Venerdì 12 ottobre, alle 20.45, nel Centro risorse e documentazione educative, in via Ruggeri da Stabello 34, a Bergamo (Biblioteca del quartiere), verrà presentata un’interessante e utile pubblicazione. Si tratta di una nuova edizione, pratica e agile, dell’opuscolo “ Claudio Brissoni”, pubblicato dalla Provincia di Bergamo nella collana Flora alpina bergamasca.
Il programma della serata di domani, con il Gruppo flora alpina bergamasca prevede: un saluto ai partecipanti; un intervento di Giovanni Perico sullo stato di avanzamento della ricerca per la realizzazione dell’atlante corologico delle piante vascolari delle province di Bergamo e Brescia; poi Gabriele Rinaldi parlerà della botanica della musica, il sublime e la sostenibilità e, infine Sandro Pignatti esporrà i pensieri di un naturalista di fronte alla crisi ambientale.

In questo contesto si inserisce la presentazione del “ Claudio Brissoni”, che recupera, valorizza e rilancia una efficace sintesi del prezioso e intenso lavoro di un benemerito divulgatore bergamasco della flora quale fu il professor Claudio Brissoni, che era un innamorato delle ricerche e dei risultati che coronavano i suoi studi, protrattisi per anni e anni, fino alla prematura scomparsa.

Sul significato di questo “ Claudio Brissoni” che la Provincia di Bergamo vuole promuovere si esprimono – in apertura di pubblicazione – il presidente e l’assessore alla Cultura e al Turismo, Tecla Rondi, i quali sottolineano la valenza anche dal punto di vista della difesa ambientale. I lettori trovano in queste pagine nozioni utili sui fiori di ma anche stimoli per conoscere di più e meglio il nostro territorio, quindi per fare movimento, per rispettare l’ambiente. Sono 160 pagine ricche di immagini, e disegni di fiori, schede sugli stessi fiori.

Claudio Brissoni, era originario di Nembro, si era poi stabilito a Zogno e accostava all’impegno meticoloso di uomo di scuola, con incarichi di responsabilità nella direzione di diversi istituti, quello di studioso mai appagato della flora dei nostri monti. Ci ha anche lasciato abbondanza di pubblicazioni, mirate sulla Bergamasca.

Il nome di Brissoni è legato in modo indissolubile ai fiori dell’Arera: “Con grande lungimiranza e intelligenza – scrive il presidente del FAB, Giuseppe Falgheri – individuò lassù un sentiero di grande interesse culturale, ricco di specie rare ed endemiche, fruibile senza particolari difficoltà dagli appassionati e dagli studiosi e, per valorizzarlo, realizzò fra l’altro lo splendido opuscolo didattico che è stato ora rielaborato. Questo Claudio Brissoni viene percorso ogni anno da centinaia di escursionisti interessati ad ammirare e studiare la flora veramente straordinaria che qui cresce e tra questi ci sono studiosi di prestigio provenienti anche dall’estero.

Sentiero dei Fiori
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