Brembana – Gallerie chiuse, deviazioni, frane, mancata manutenzione, Comuni che non accettano il passaggio di proprietà e altri che non vogliono sistemare il proprio tratto. La pista ciclabile della Valle Brembana è ormai sempre più terra di scontro: ciclabile di tutti (i turisti) e di nessuno (Comuni e Provincia che non la vogliono più gestire per non sostenere più le spese). E l’uscita dal tunnel sembra lontana. E su iniziativa del consigliere provinciale e sindaco di San Vittorio , la querelle sarà discussa in una delle prossime assemblee della . Sperando che, dopo cinque anni dall’apertura, si arrivi a una soluzione. Cessione dal 1° gennaio La Provincia, dal primo gennaio scorso, infatti, ha ceduto la proprietà ai singoli Comuni su cui il tracciato passa: San Pellegrino, , , Lenna e . Ma due di loro, Camerata Cornello e Lenna, non si sono presentati e quindi non hanno ancora firmato il passaggio. Camerata, in particolare, accusa la Provincia di aver modificato unilateralmente gli accordi inizialmente presi.

E poi c’è San Giovanni Bianco che ha sì preso in carico il tratto di competenza, ma dice di non essere disposto a riparare l’impianto di illuminazione ora guasto della propria galleria. Nel frattempo – ormai dall’estate scorsa – i tre tunnel tra San Giovanni Bianco e Camerata Cornello, sono pericolosamente al buio, con passaggi vietati e deviazioni sull’ex provinciale. Un bel «pasticcio», insomma, per quella che, invece, nel 2007 – dopo una spesa di cinque milioni di euro – era stata annunciata da Comuni, Comunità montana e Provincia (che l’aveva realizzata) come fiore all’occhiello del turismo vallare (il tratto da Zogno a San Pellegrino è stato pagato dalla Comunità montana e ora è gestita dal Comune). «La convenzione – dice il dirigente del settore Viabilità della Provincia Renato Stilliti – stabiliva che, una volta realizzata, la sarebbe passata di proprietà ai Comuni. Abbiamo atteso per alcuni anni che trovassero un accordo, loro e la Comunità montana, ed eravamo anche disposti a contribuire alla successiva manutenzione. Nel frattempo abbiamo sempre gestito noi la pista, coprendo i costi». Tra cui rientrano affitto dal demanio, Enel e riparazioni per i vandalismi o altro nelle gallerie guaste. «Dopo cinque anni non possiamo continuare così – dice Stilliti –. Gli accordi erano diversi. Per noi, ora, la pista ciclabile, in base a quella convenzione, è di proprietà dei Comuni, anche se qualcuno non ha ancora sottoscritto». Se San Pellegrino e Piazza Brembana hanno accettato senza molti problemi il passaggio di proprietà, infatti, non è stato così per altri.

Camerata Cornello, attraversato dal tratto di ciclovia più a rischio e ancora oggi chiuso, non si è presentata per la firma. Camerata: accordi non rispettati «Gli accordi dell’ultimo incontro tra sindaci e Provincia erano diversi – dice il sindaco Gianfranco –. Anche la Comunità montana, per esempio, avrebbe dovuto fare la sua parte. È stata la Provincia a cambiare le carte in tavola in modo unilaterale scaricando la gestione sui Comuni. Ora ne parleremo in Comunità montana». Qualche attrito con la Provincia anche da San Giovanni Bianco. «Abbiamo preso in gestione il nostro tratto – dice il sindaco Marco Milesi – ma avevamo segnalato alla Provincia che l’impianto di illuminazione della galleria era fuori uso. Dovevano essere loro a consegnarcela funzionante. Noi non interverremo». L’interpellanza di Milesi Di parere diverso il sindaco di San Pellegrino che, tra l’altro, nell’interpellanza, ricorda come la Comunità montana abbia previsto un progetto di 220 mila euro per il miglioramento del tracciato a Zogno: «A questo punto è giusto che la Provincia ceda la gestione ai Comuni – dice il sindaco Vittorio Milesi –. Ricordiamoci anche che, a eccezione di San Giovanni Bianco che ha versato una parte di quando dovuto (77 mila euro, ndr), tutti gli altri Comuni non hanno ancora pagato nulla alla Provincia. Noi compresi, perché, in realtà, il tratto di Pregalleno-Centro non è mai stato concluso. Ma gli altri? I Comuni avrebbero dovuto versare per i lavori della ciclabile circa due milioni e mezzo di euro». «È ora che la Comunità montana – scrive Milesi nell’interpellanza – si assuma un impegno preciso sulla pista ciclabile». Ma l’ente comunitario, per voce del suo presidente Alberto Mazzoleni, già a suo tempo aveva precisato che la gestione ordinaria non poteva essere di propria competenza.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo

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