San Giovanni Bianco – «Questa chiesa è il frutto dei sacrifici e della fede di chi ci ha preceduto. E a loro dobbiamo essere riconoscenti». Così il vescovo Francesco Beschi, ieri pomeriggio, si è rivolto ai fedeli che gremivano la parrocchiale di San Gallo a , a conclusione dei lavori di restauro della chiesa. Monsignor Beschi, nell’omelia, commentando il Vangelo di Marco sul miracolo del cieco Bartimeo, ha ricordato come oggi molti di noi siano «mendicanti di una speranza affidata al caso». «Siamo ciechi dentro – ha detto il vescovo – abbiamo un buio interiore che è male, preoccupazione e incertezza. Non conosciamo la meta e la , e ci affidiamo al caso». Ma come per il cieco Bartimeo «anche oggi il miracolo è possibile, e il miracolo è la fede. Solo seguendo Gesù torneremo a vedere, a conoscere la e la meta». Come hanno fatto, appunto, i nostri avi – ha ricordato ancora il vescovo – costruendo questa chiesa.

La festa per l’inaugurazione era iniziata col corteo dall’esterno della chiesa, accompagnato dalle associazioni del paese. Poi la celebrazione con i sacerdoti nativi del vicariato che negli ultimi anni hanno prestato servizio in paese. A conclusione della Messa l’alpino Giuseppe Galizzi, classe 1917, e il piccolo Romeo di pochi mesi, in braccio ai genitori, hanno consegnato al vescovo una riproduzione del quadro miracoloso della Madonna custodito nel santuario di Costa San Gallo. I lavori di recupero della chiesa erano iniziati nel 2006 con il consolidamento del pronào esterno. Nel 2008 la sistemazione dell’impianto elettrico e dell’illuminazione, quindi il restauro degli affreschi. Un recupero che ha comportato per la parrocchia una spesa di 378 mila euro. I festeggiamenti proseguiranno il 1° novembre con la Messa delle 10,45; il 7 novembre concerto nella parrocchiale.

Silvia Salvi – L’Eco di