Valnegra – Scontro a colpi di volantini e manifesti a sulla sala comunale polivalente di via Marconi, pronta dall’aprile scorso ma non ancora aperta. Nei giorni scorsi fogli anonimi firmati da «indignati valnegresi», indirizzati alla popolazione, finiti anche nell’albo comunale, sotto la porta della scuola e inviati ad Asl e , hanno preso di mira il sindaco Virna Facheris. Le accuse: il centro polivalente sarebbe stato riportato «al suo uso precedente, ovvero a deposito di robe usate e inutile ricettacolo di topi e gatti randagi». E gil anonimi attaccano il sindaco parlando di denaro pubblico sprecato. Critiche pesanti a cui, ovviamente, il primo cittadino e la Giunta rosa del piccolo centro brembano (210 anime) ha prontamente risposto con una lettera alla cittadinanza.

E con un’assemblea pubblica (il 23 marzo, alle 20,30, nella sala biblioteca), in cui, oltre a esporre il resoconto dei primi mesi di amministrazione, affronterà la questione della sala polivalente. Sala un tempo trattoria e poi conosciuta come bar Cecco, quindi acquisita dal Comune e ristrutturata come «Centro polifunzionale e ricreativo», con annesso bar, dalla precedente amministrazione.

«La ristrutturazione – spiega il sindaco – è costata circa centomila euro, con fondi regionali e un prestito del Bim di 49 mila euro che dovremo iniziare a restituire da quest’estate. Perché è ancora chiusa? Appena arrivati in Comune avremmo voluto aprirla ma, dopo un sopralluogo, l’Asl ha verificato la presenza di barriere architettoniche, con gradini, spazi troppo stretti e mancanza di servizi per il personale. E mancano alcune certificazioni tecniche. Inoltre il contributo regionale è stato concesso affinché fosse realizzato un centro polifunzionale e non un bar tradizionale. L’unica possibilità è che siano le associazioni a gestire la struttura, in modo da mantenere la finalità sociale come voluto dalla Regione».

«Tutta l’operazione – replica il sindaco nella sua lettera – dimostra come sia stato “sprecato” denaro pubblico per realizzare una struttura che rappresenta un doppione rispetto alle sale civiche già presenti in paese. I volantini mi hanno veramente amareggiato. Sarebbe stato sufficiente che questi “indignati valnegresi” fossero venuti in municipio e gli avrei spiegato come stavano veramente le cose».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di