Ha registrato un’alta partecipazione, soprattutto di operatori del settore, il convegno dal titolo «Responsabili di cura» tenutosi a San Pellegrino Terme e organizzato dalle cooperative «In Cammino» e «La Bonne Semence». L’incontro ha fornito anche l’occasione per presentare il Centro famiglia, che opera da qualche giorno in una nuova sede più ampia. Il sindaco Gigi Scanzi ha introdotto i lavori ringraziando le cooperative che offrono la loro capacità di analisi e la loro disponibilità. Johnny Dotti, presidente del consorzio Cgm e moderatore del convegno, ha sottolineato «la necessità di persone che sappiano accogliere la persona così com’è, prestando attenzione al bisogno sotto tutti i suoi aspetti».
Numerosi sono stati gli interventi.

«È la capacità di essere interrogati dall’altro che ci rende uomini, ha detto Claudio Nicoli, dell’Asl.  La famiglia non è solo depositaria di problemi, ma è ricca di risorse». Gennaro Esposito, dell’Asl territoriale, ha spiegato come «salute non è solo sopravvivenza ma qualità della vita». Al convegno è intervenuto anche don Edoardo Algeri, direttore della Pastorale per la famiglia. «La famiglia come bene pubblico – ha detto – va anche pubblicamente sostenuta, nelle difficoltà e nella complessità, senza speculazioni». Don Algeri ha rimarcato l’importanza di una solidarietà fra famiglie, in un’ottica necessaria di apertura. L’intervento di Giorgio Leccardi, del Centro famiglia, ha messo a fuoco il senso di responsabilità, invitando a «sbilanciarsi per l’altro, mettendosi in questione e mettendo in gioco la propria capacità di ascolto».

Ha parlato poi di servizi per la salute mentale Giuseppe Biffi, direttore del dipartimento di Salute mentale dell’Azienda ospedaliera di Treviglio. «Territorialità e continuità terapeutica sono due componenti essenziali nell’assistenza psichiatrica – ha spiegato – e si attuano seguendo e curando le persone là dove compare il disagio e creando collegamenti fra tutti coloro che offrono risposte in questo campo». A presentare l’intervento della Comunità montana di Valle Brembana nell’ambito dei servizi sociali è stato Stefano Imi che ha spiegato come l’investimento sul sociale abbia prodotto buoni risultati e vi sia la richiesta di potenziamento».

Monica Gherardi - L’Eco di Bergamo