Zogno – I tagli ai fondi per i servizi sociosanitari operati dalla hanno colpito anche il Centro diurno disabili (Cdd) di . Il venire meno dei contributi che, fino allo scorso anno arrivavano tramite l’Assemblea dei sindaci, alla fine ha portato a raddoppiare le rette mensili per le famiglie che si appoggiano al servizio. L’aumento va in base alle fasce di reddito del singolo ospite: per chi, per esempio, rientra nella fascia più bassa, ovvero quella con reddito da zero a mille euro, l’importo mensile quest’anno è passato da circa 200 euro a oltre 400 euro. La protesta arriva da alcune famiglie che hanno ospiti al Cdd, servizio aperto dal 1983 e dal 1996 gestito dalla cooperativa onlus «Servizi Isola» di Brembate Sopra. La struttura, con 15 operatori, ospita trenta , dai 20 ai 51 anni, prevalentemente della Valle .

Da 200 a oltre 400 euro «Fino allo scorso anno – spiega Alex Mussetti, 34 anni, di – l’Ambito erogava 19 euro per ogni ospite. Da quest’anno, causa i tagli della Regione, questo aiuto è venuto meno. La conseguenza? Le rette sono aumentate di oltre il 100% e molti, probabilmente, non avranno più la possibilità di mandare i familiari al Centro diurno. E la diminuzione degli ospiti potrebbe mettere a rischio anche i posti di lavoro del Cdd. Peraltro, delle nuove rette, siamo venuti a conoscenza solo in questi giorni». Minimo 40% a carico dei parenti Col venire meno dei fondi regionali, quindi, l’Assemblea dei sindaci ha stabilito che le rette dovranno essere sostenute per almeno il 40% dai familiari e per il resto dai Comuni che hanno ospiti al Cdd. Per le fasce di reddito più alte la quota delle famiglie aumenta in modo proporzionale fino al 100%.

«Se qualche ospitenon frequenterà più il Centro – continua Mussetti – l’auspicio è che i soldi risparmiati dal Comune siano versati ugualmente alla famiglia, come contributo per affrontare la gestione del disabile direttamente a casa». «Il nostro Ambito, come gli altri – risponde il presidente ’Assemblea dei sindaci Ezio Remuzzi – ha approvato un regolamento per Cdd e Centro socio educativo che prevede un aumento considerevole della quota di compartecipazione alla spesa da parte ’utenza. Sino allo scorso dicembre potevamo contribuire con il “Fondo non autosufficienza” che a oggi risulta azzerato. A dire il vero lo scorso dicembre sono stati approvati alcuni stanziamenti ma a oggi non sono ancora destinati e utilizzabili da parte nostra. In tal senso si sta lavorando a livello provinciale, attraverso il Consiglio di rappresentanza dei sindaci, per poter impegnare tali risorse nel 2013. Comprendo la difficoltà delle famiglie ma verifico quotidianamente gli sforzi del territorio, sia degli Ambiti sia dei Comuni, per rispondere ai bisogni sempre più emergenti.

Ci troviamo in una situazione in cui aumenta sensibilmente la riduzioni dei trasferimenti». Fondo di solidarietà tra Comuni «La quasi totalità dei Comuni della Valle Brembana – prosegue Remuzzi – ha da poco istituito un fondo di solidarietà perché si possano fronteggiare situazioni di emergenza. Tutte le amministrazioni comunali, versando una quota economica, sostengono i Comuni che hanno spese più impegnative. È questo un segnale forte di maturità e attenzione al territorio. I servizi sono però numerosi: la disabilità, gli anziani, gli emarginati, la prima infanzia, la salute mentale. E per un piccolo Comune anche un solo caso può essere devastante per il bilancio. A mio parere non bisogna poi dimenticare un altro aspetto: dobbiamo lavorare in modo incisivo sulla capacità del sistema sociale della nel farsi carico della cura dei disabili quando i loro familiari non ci saranno più».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di

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