Centro della meccanica, sindacato all’oscuro
_Sanità e Welfare Articolo letto da 180 Utenti - Pubblicato il 30 Maggio 2008San Giovanni Bianco - C’è irritazione nei sindacati per aver saputo solo dai giornali dell’esistenza di un progetto che nell’area ex Brembo di San Giovanni Bianco prevederebbe un centro di eccellenza per la costituzione di un distretto della meccanica. L’annuncio era stato dato dal presidente della Comunità montana Valle Brembana Piero Busi in occasione dell’assemblea dei giorni scorsi a Piazza Brembana, anche se si tratta, come precisa l’interessato, «solo di un’ipotesi a cui si sta lavorando.
Secondo i sindacati, «nel 2005, un accordo di riorganizzazione sottoscritto dai rappresentanti dei lavoratori e dalla dirigenza della Brembo sanciva la chiusura della fabbrica di San Giovanni Bianco e lo spostamento degli allora circa 300 dipendenti nella struttura di Mapello, poi resa operativa dai primi mesi del 2006. In quell’accordo, l’azienda si impegnava, davanti a Fim, Fiom e Uilm affinché quell’area venisse mantenuta industriale. L’intesa prevedeva, di conseguenza, un impegno ad una chiara e costante informazione dell’andamento della situazione da far pervenire a Rsu e sindacati. È importante che si stia lavorando per una reindustrializzazione di quell’area - spiega Ferdinando Uliano, segretario generale di Fim Cisl -, resta però il problema di una mancanza di comunicazione: chiederemo al più presto un incontro con l’azienda.
Non informandoci - spiega Mirco Rota, segretario generale di Fiom Cgil - l’azienda sta disattendendo gli impegni presi con i rappresentanti dei lavoratori. Abbiamo infatti appreso del progetto solo dagli organi di stampa locali e dalle interpellanze presentate sia in sede provinciale che in sede di Comunità montana Valle Brembana. Nulla invece ci è stato comunicato da parte del gruppo Brembo, a cui chiediamo, a questo punto, di essere tempestivamente informati e coinvolti sulla base dell’accordo del 2005 e degli impegni lì contenuti. Chiediamo anche più chiarezza e informazione da parte delle istituzioni pubbliche locali.
Proprio su questo punto si affretta a rispondere il presidente della Comunità montana Piero Busi: «Attenzione, io non ho fatto annunci particolari: ho semplicemente espresso l’auspicio che questo progetto, che non è ancora in fase avanzata, possa svilupparsi. Per la delicatezza dell’argomento non mi sento di aggiungere altro, se non che la Brembo è solo uno degli attori di questa iniziativa, ma non voglio entrare nella dialettica dei rapporti tra azienda e sindacato». Nessuna intenzione quindi da parte della Comunità montana di tenere all’oscuro il sindacato, «anche perché - aggiunge Busi - si stanno solamente valutando ipotesi: occorrerà capire se enti locali, Camera di commercio e gruppi privati troveranno un’intesa per sottoscrivere un accordo di programma in grado di dare sostanza al progetto.
L’Eco di Bergamo
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