Ornica – E sono sette. Un record, probabilmente. Nella giungla delle richieste per realizzare centraline idroelettriche su piccoli e grandi corsi d’acqua in , svetta, considerando anche l’esiguità del reticolo idrico, il piccolissimo : una centralina è già in funzione da quasi dieci anni nel torrente sotto il paese, località Fusinette, e, grazie a una convenzione, nelle casse comunali circa 50-60 mila euro l’anno, «cosa che ci consente di fare il bilancio», dice il sindaco Gino Quarteroni; un’altra centralina è in corso di costruzione in Val Salmurano (sopra l’abitato) e dovrebbe entrare in funzione la prossima primavera, a opera di una società di ; quindi, da tempo, c’erano altre quattro richieste di realizzazione di impianti nella pregiatissima Inferno (a cui il Comune ha dato parere negativo); ultima, in ordine cronologico, la settima richiesta di poco tempo fa, ancora per una centralina, a monte di quella in costruzione ora, quindi in Val Salmurano.

Contro quest’ultima richiesta si è scagliata , prendendo anche a esempio tale domanda per cercare di porre finalmente un freno al proliferare di piccoli impianti in tutta la provincia. «Vero che la nuova richiesta – spiega Giovanni Testa di – non si trova in zona di protezione speciale, ma bisogna tener conto dell’ambiente e del contesto in cui si inserisce. E qui siamo in una terra che, quattro anni fa, per il suo impegno a favore del turismo ecologico e sostenibile, ha ricevuto anche il prestigioso riconoscimento di Bandiera verde della Carovana delle Alpi». sottolinea poi alcuni problemi di natura tecnica per il nuovo impianto: la condotta di 600 metri sotto la strada, la drastica riduzione dell’acqua nell’alveo per centinaia di metri, il coinvolgimento dell’area di biodiversità «60 Orobie», la vicinanza del santuario e la tubazione che passerebbe davanti alla chiesa. «Chiediamo alla Provincia di sospendere l’autorizzazione e al Comune di dare parere negativo», dice Testa.

«D’accordo con Legambiente sull’eccesso di richieste – dice il sindaco Quarteroni –. Non si capisce, poi, perché tante richieste a Ornica: abbiamo solo dei torrentelli, non dei fiumi. Purtroppo su questo tema è un far west e i Comuni danno solo un parere non vincolante. Possiamo dire no, ma poi la Provincia può autorizzare. Alle quattro centraline in Val d’Inferno abbiamo dato parere negativo, perché lì è un’area di pregio che va preservata. Per quest’ultima richiesta dobbiamo ancora esprimerci: l’impianto si troverebbe a monte di quello in costruzione, forse l’impatto sarebbe minore. Ma dobbiamo valutare bene vantaggi e svantaggi».

L’Eco di

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