il centro di ValleveAcceso l’impianto idroelettrico della Alben, ne beneficeranno anche i due enti
Energia elettrica gratuita per i Comuni di Valleve e Foppolo in alta Valle Brembana. La fornirà la centrale idroelettrica, entrata in funzione in questi giorni, realizzata dalla società bresciana Alben di Alessandro Bianchi, imprenditore di Iseo. La centrale, realizzata sulla riva destra del Brembo a Valleve, all’altezza del bivio della strada per Foppolo, potrà produrre fino a 5-6 milioni di kilowatt all’anno. Di questi, secondo quanto stabilisce la convenzione sottoscritta dai Comuni con la società Alben, 180 mila dovranno essere ceduti a Valleve e 20 mila a Foppolo. In realtà ai Comuni non andrà energia elettrica ma il corrispettivo in denaro. In caso di produzione superiore ai sei milioni di kilowatt, peraltro, alle Amministrazioni verrà riconosciuta un’ulteriore quota.

«L’impatto della centrale sull’ambiente è minimo – spiega il sindaco di Valleve Renzo Cattaneo – perché la centrale è seminascosta e coperta con un tetto in ardesia. In pratica sembra una delle tante case della valle». L’acqua viene captata da due opere di presa, poste a circa 1.400 metri di altitudine: una si trova sul ramo di Cambrembo-Valleve, e una su quello di Foppolo (ecco perché parte della produzione viene ceduta anche a quest’ultimo Comune). La società Alben, tra l’altro, ha rilevato le concessioni di altre due piccole centrali private, prima alimentate proprio dalle due opere di presa ora utilizzate: si tratta della centralina Regazzoni sul lato di Cambrembo e della centralina Mainetti sul ramo di Foppolo.

«Ai due privati – spiega il sindaco – è stato riconosciuto un corrispettivo in denaro per il mancato sfruttamento delle centraline negli anni che mancavano alla conclusione delle concessioni». Grazie alle condutture, l’acqua, quindi, arriva ai 1.140 metri di altitudine della centrale idroelettrica di Valleve, dopo un dislivello di poco meno di 300 metri. Dunque la centrale, costata alla società Alben oltre quattro milioni e mezzo di euro, è entrata in funzione. Ma non sono mancati i primi problemi tecnici. «La ruota di una prima turbina si è rotta per alcuni sassi scesi nei tubi – spiega il proprietario Bianchi – quindi è stata riparata ed è tornata in funzione. Ma poi si è rovinata la ruota anche dell’altra turbina che, quindi, è ferma. Stiamo cercando di capire cosa è successo e quale possa essere stata la causa dei danneggiamenti». In questi giorni, la centrale, una della maggiori di questo tipo quanto a produzione, della Bergamasca, funziona a mezzo servizio. «Anche la produzione annua dipenderà molto dalla quantità d’acqua nel fiume – spiega Bianchi –. E le due turbine gemelle entreranno in funzione solo con grandi portate».

L’Eco di Bergamo