Moio de’ Calvi – La cabina telefonica di Moio de’ Calvi deve restare al suo posto. È chiara la delibera emessa a Napoli lunedì 16 agosto dalla direzione tutela consumatori dell’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, in merito alla rimozione pianificata da Telecom del posto telefonico pubblico del piccolo centro dell’alta Valle Brembana.

La vicenda era partita a giugno con l’avvio da parte di Telecom di un piano di dismissione delle cabine che non assicurano un traffico adeguato. Agcom ad aprile aveva dato via libera al piano, ritenendo fondate le obiezioni di Telecom, che segnalava l’esponenziale diffusione dei cellulari e chiedeva la conseguente riduzione degli impianti attivi. L’Autorità garante aveva però posto limiti alla rimozione, salvaguardando ospedali, caserme, scuole e rifugi alpini e determinato la precisa possibilità da parte di Comuni e privati di inviare via mail una specifica opposizione alla rimozione delle cabine. A questa modalità si è appellato il Comune di Moio e ora la cabina resterà al suo posto.

La decisione di Agcom, firmata da Sergio Del Grosso, è articolata in diversi punti e richiama innanzitutto l’opposizione trasmessa dal sindaco Davide Calvi il 16 giugno, quando i cartelli di preavviso per la rimozione erano stati appena posizionati. «Il traffico – aveva segnalato Calvi – è numericamente meno significativo rispetto al passato, ma ciò non toglie che la presenza della cabina resti un servizio pubblico importante. La ricezione dei cellulari a Moio è intermittente e c’è da considerare anche la presenza in paese di molti turisti anziani, che ancora usano la cabina».

Argomentazioni accolte dal garante, che nella delibera richiama anche la posizione di Telecom, espressa in una nota del 13 luglio, sollecitata proprio da Agcom. Telecom ha giustificato la volontà di procedere alla dismissione della cabina di piazza IV Novembre a Moio, «rilevando la presenza della cabina di Valnegra, a circa 1.400 metri dalla piazza di Moio e segnalando che il numero di chiamate generate dall’impianto di Moio nel 2009 fosse inferiore alla media di una chiamata al giorno». Argomentazioni non accolte dall’Autorità garante, che sottolinea come sia necessario assumere come principale parametro di riferimento la presenza di altre postazioni in un raggio di 400 metri.

«Si ritiene – si legge ancora nella delibera inviata al Comune – che le ragionevoli esigenze degli utenti del luogo non possano essere soddisfatte in caso di rimozione del posto telefonico pubblico in piazza IV Novembre». Telecom ha ora 60 giorni di tempo per proporre, al Tar del Lazio, eventuale ricorso. «Abbiamo segnalato come la priorità non debba essere sempre data ai numeri, che mai sono dalla nostra parte, ma alle persone e ai servizi rapportati al contesto – conclude il sindaco –. La montagna viene penalizzata in molti modi: in questo caso abbiamo lottato perché almeno possa avere… un minimo di voce».

Edmondo Varani – L’Eco di Bergamo