Il gruppo Percassi: trattative con la Spa delle acque La notizia alla presentazione dei progetti di rilancio San Pellegrino Si parte. Dopo tre anni di idee, accordi, incontri e scontri, Consigli comunali e assemblee pubbliche, il 2008 per San Pellegrino Terme sarà un anno di cantieri. L’altra sera, in un’affollatissima assemblea pubblica tenutasi nella sala Anteas di via Belotti, Gianluca Spinelli del gruppo Percassi, il sindaco Gianluigi Scanzi, il vice Vittorio Milesi, l’assessore provinciale al Territorio Felice Sonzogni e il consulente del Comune, l’architetto Gianbattista De Vecchi, hanno illustrato alla popolazione le linee di quello che ormai è conosciuto come progetto Percassi. E proprio l’altro ieri Comune, gruppo Percassi, società del Grand Hotel e Sanpellegrino spa hanno firmato la convenzione allegata al piano di recupero che, di fatto, dà l’ultimo via libera necessario per i lavori.

Ci sarà anche Sanpellegrino spa
Un’operazione complessiva da 139 milioni e 172 mila euro (di cui 103 milioni e 950 mila a carico del gruppo privato) che nel giro di una decina d’anni cambierà il volto della cittadina termale. Con una novità dell’ultima ora: al rilancio della cittadina parteciperà anche la Sanpellegrino spa. In questi giorni, infatti, il gruppo Percassi sta perfezionando un accordo che prevede l’ingresso della società di acque minerali nel progetto di sviluppo termale-alberghiero. «Con la Sanpellegrino (gruppo Nestlè, ndr) – ha detto Spinelli – è stato firmata una lettera d’intenti in cui l’azienda di acque si impegna a partecipare alla gestione del centro termale-alberghiero. Il gruppo Nestlè dispone di una clientela internazionale immediata, collegamenti con migliaia di clienti e ristoratori in tutto il mondo. Un legame che andrà a vantaggio anche di San Pellegrino. Basti pensare che, il settembre scorso, il gruppo ha organizzato un convegno di livello mondiale sull’acqua: se San Pellegrino avesse avuto i mezzi il convegno si sarebbe potuto tenere qui da noi. Avere dalla nostra parte la forza del gruppo Nestlè sarebbe importante. E tra le idee che sono state già avanzate da loro c’è la creazione a San Pellegrino di un centro di cucina d’eccellenza».

Spinelli ha poi illustrato le linee generali del progetto che vedrà nel centro termale, da realizzarsi nell’area dell’ex stabilimento della Sanpellegrino, in via Taramelli, il suo punto di forza. Entro il 31 gennaio, tra l’altro, è prevista la conclusione del concorso internazionale di idee, a cui hanno preso parte sei architetti stranieri di fama mondiale e un gruppo italiano. I disegni saranno valutati e presentati verso febbraio. E nel 2008 è previsto l’avvio dei lavori.

La scommessa e l’occupazione«È una scommessa ma a cui crediamo fortemente – ha detto Spinelli –. Da questo progetto il nostro gruppo non pensa certo di fare grossi guadagni: per noi sarà soprattutto un’operazione di immagine. Cardini dell’iniziativa saranno l’altissima qualità delle strutture storiche preesistenti che dovranno essere rinnovate (Grand Hotel, Terme, hotel Terme, funicolare, casinò, ndr), il marchio di San Pellegrino conosciuto in tutto il mondo e l’attrattiva dell’aeroporto di Orio al Serio: punteremo su un turismo termale e congressuale, soprattutto straniero, di livello medio-alto. Certo è che, oltre a quanto previsto dal progetto, dovrà essere migliorata l’intera offerta turistico-ricettiva di San Pellegrino e della Valle Brembana». E la necessità della partecipazione di tutta la valle, a partire dagli operatori turistici locali, affinché l’iniziativa vada a buon fine, è stata sottolineata da più parti, sia dai rappresentanti delle istituzioni sia da parte del pubblico. Così come il sindaco Scanzi ha evidenziato l’importante ricaduta occupazionale che l’operazione potrà avere sulla valle: grazie alle nuove attività sono stati calcolati 300 nuovi posti di lavoro. Sempre il rappresentante del gruppo Percassi, su sollecitazione del pubblico (tra gli altri erano presenti esponenti della Confesercenti e della Cgil), ha ricordato come nella prevista galleria urbana per lo shopping (in via Taramelli e dove ora si trovano le vecchie Terme) saranno realizzati circa 30-35 negozi con marchi di qualità, «non certo un nuovo Oriocenter».

«Questo è il concretizzarsi di un progetto difficile ma di grandi ambizioni – ha concluso l’assessore Sonzogni –. Comprendiamo i dubbi e gli scetticismi ma siamo certi che è la strada da seguire e che San Pellegrino, diversamente non avrebbe avuto sbocchi. E il successo dell’operazione sarà strategico per lo sviluppo di tutta la Bergamasca».

Giovanni Ghisalberti - L’Eco di Bergamo

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