Santa Brigida – Ex cave di : al via l’ultimo atto per la messa in . Iniziati nel 2008, i lavori per riempire le gallerie di gesso del paese, abbandonate da oltre 30 anni, sono ormai alla fase conclusiva. Il quarto lotto inizierà nelle prossime settimane, tempo permettendo, e dovrebbe concludersi nell’arco di cinque mesi. A rendere sicuro le vecchie gallerie, in questi anni di intervento, è stata una speciale miscela di argilla, cemento e acqua, frutto di centinaia di prove scientifiche. Immessa nelle ex cave ha consentito di evitare una probabile catastrofe.

Le miniere, infatti, si erano
riempite di 50-60 mila metri cubi di acqua. Una sorta di lago sotterraneo che, secondo le stime, avrebbe sicuramente ceduto nel giro di alcuni decenni. Travolgendo l’abitato di Santa Brigida. Una «bomba» idrogeologica ora «disinnescata», che aveva messo il paese tra i 17 comuni a maggior rischio d’Italia. Dopo cinque anni di studi, con il coinvolgimento del Politecnico di Milano, e sei di lavori, l’ex cava di gesso in località Carale-Monticello è ormai in sicurezza. Il terzo lotto di interventi, finanziato dal ministero dell’Ambiente per circa un milione di euro, si era concluso nel 2011. «Per la conclusione definitiva – spiega il sindaco Carluccio Regazzoni – mancava ancora da inserire circa 4.000 metri cubi della speciale miscela. Quindi si dovrà procedere al recupero del territorio esterno. In questi anni di cantiere sono state tolte piante e si è movimentato il terreno.

Tutto dovrà essere sistemato.
È l’ultimo atto di un’opera enorme che ha consentito di dare sicurezza al paese. I lavori inizieranno quanto prima: sono stati appaltati a una ditta valtellinese e subappaltati alla Regazzoni di Olmo. Ci vorranno circa cinque mesi per la conclusione ». L’ultimo lotto verrà a costare un milione e 200 mila euro e, comple sivamente, il recupero delle ex cave di Monticello, alla fine, verrà a costare 4 milioni e 200 mila euro. Il punto più a rischio sarà quindi al sicuro, ma resteranno altre cave, sotto il paese, alle quali, probabilmente, nei prossimi anni bisognerà mettere mano. «Ci sono anche le gallerie di Bolferino-Grassello e Cornello – continua il sindaco – fortunatamente vuote e lontano dalle abitazioni. Si trovano all’entrata di e verso la frazione Cugno e vicino alla provinciale, in località Bindo. Purtroppo si è già creato qualche “imbuto”, ovvero del materiale è stato già inghiottito da sopra, proprio nei pressi della . Ma per ora non destano grosse preoccupazioni».

Le ex cave di Santa Brigida
sono quel che rimane dell’estrazione di gesso della Siga di Averara, proseguita fino alla fine degli anni Settanta. Poi l’attività, dopo una vertenza tra Comune e ditta, cessò, ma le gallerie rimasero. Grandi cunicoli, su più livelli, profondi anche 50 metri, larghi e alti sei metri, dentro i quali potevano muoversi i camion. Una situazione
che, negli anni, ha provocato fenomeni di dissesto e frane. Fino a che le gallerie si sono riempite d’acqua, creando un pericolo in caso di collasso.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di

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