valparina5San Giovanni Bianco – «Le possibilità di tornare a cavare marmo arabescato orobico sono buone. Ci crediamo. Attendiamo il responso alle nostre osservazione presentate al commissario». Il sindaco di Marco Milesi è ottimista: il Comune, proprietario della cava Corna d’Albe, punta a tornare in miniera, a estrarre 3.500 metri cubi l’anno del prezioso marmo rosso, ma anche grigio e rosa. Il progetto presentato era compatibile sia col piano cave provinciale del 1999 sia con quello del 2008, quest’ultimo poi sospeso. «Nella bozza presentata dal commissario però – continua il sindaco – è cambiata la perimetrazione dell’area, e la possibilità estrattiva per il nostro Comune si è ridotta. Probabilmente si è visto che negli anni nessuno ha cavato in quell’area – nonostante la presenza di materiale – anche perché il Comune aveva in essere un contenzioso (ora risolto, ndr) e la richiesta era bassa. Il commissario, quindi, ha mantenuto la volumetria complessiva di un milione di metri cubi ma ha ridimensionato la perimetrazione della cava comunale. Abbiamo presentato le necessarie osservazioni e siamo in attesa. Entro fine anno dovremmo sapere se la nostra proposta è stata accettata».

Sempre nella stessa zona, in località Paglio, ci sono altre due società che hanno richiesto di tornare a estrarre marmo: anche loro hanno presentato osservazioni al commissario per il piano cave e sono in attesa di risposta. Cava chiusa dal 1992 Nei giorni scorsi progetto e iter sono state illustrati al Consiglio comunale. L’estrazione riguarda la cava Corna d’Albe, chiusa dal 1992, di marmo arabescato (nelle sue quattro colorazioni), «un mercato – spiega il sindaco Milesi – che si è recentemente riattivato grazie alle richieste provenienti soprattutto da India e Corea del Sud».

Estrazione fino al 2018
«La coltivazione è stata prevista esclusivamente in sotterraneo, senza il coinvolgimento del bosco – prosegue il primo cittadino – e per i movimenti a cielo aperto si useranno esclusivamente i piazzali già esistenti. Si è scelto di estrarre solo sottoterra sia perché il marmo è coperto da decine di metri di materiali non commerciabili sia per la tutela ambientale». Il progetto presentato – che tiene conto anche delle richieste delle altre due società di estrazione – prevede una produzione complessiva di circa 15.000 metri cubi da estrarsi entro il 9 luglio 2018 (circa 3.500 metri cubi l’anno). «Il dimensionamento – prosegue il sindaco – è stato fatto sulla base di valutazioni La cava di marmo arabescato orobico a San Giovanni Bianco commerciali, di e per ridurre al minimo l’impatto nel percorrere il tratto di che dalla cava porta alla provinciale. Per questo tratto è stata prevista la realizzazione di una bretella per bypassare la frazione della Portiera». Non sono, peraltro, previste discariche, in quanto anche il materiale di scarto sarà commercializzato (come avviene nelle altre cave di arabescato orobico in attività).

Il progetto è già stato sottoposto positivamente a Valutazione di incidenza al . «La riapertura della cava – conclude Milesi – potrebbe permettere di avere un importante ritorno economico per il nostro Comune. Si punta anche a lavorare direttamente in valle il materiale, in modo che possa essere fornito sul mercato il prodotto finito. In questo modo si verrebbe a creare un indotto economico importante».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di

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