Oltre il Colle – A giudicare dai sorrisi e dai volti entusiasti dei ragazzi, l’iniziativa rivolta ai Centri ricreativi estivi della , di trascorrere una giornata alla «Cattedrale verde» di (inaugurata un anno fa e costituita da alberi) ha fatto centro. Scommessa vinta per questa prima edizione de «La Cattedrale è in festa», promossa dal Centro diocesano per la pastorale sociale in collaborazione con il Centro di etica ambientale di , il Centro per la salvaguardia del creato e il . Una giornata fra suggestive sculture verdi e attori, ma anche musiche e la cornice del monte Arera.

«Saranno i ragazzi a vedere la cattedrale completata tra diversi anni – ha esordito , presidente del Parco delle Orobie –. È un’iniziativa che mira a far conoscere quest’opera. E il parco delle Orobie ha in programma altre iniziative sempre sull’Arera. È fondamentale fare turismo rispettoso dell’ambiente». «Oltre al carattere ludico dei Cre – aggiunge Renato Romano, referente del Centro per la salvaguardia del creato – con quest’iniziativa vogliamo mettere in relazione i ragazzi alle tematiche ambientali. L’etica ambientale è fondamentale per un corretto sviluppo del cittadino rispettoso dell’ambiente».

A rallegrare ancor più la splendida cornice della «Cattedrale verde» sono gli sguardi incuriositi dei giovani ragazzi, circa 300, del Centro ricreativo di Pontida. «Abbiamo aderito con soddisfazione all’iniziativa promossa dall’ufficio di pastorale sociale – spiega Mascia Locatelli, fra le educatrici del gruppo –. È stata una sorpresa per tutti i ragazzi, un luogo che nessuno aveva mai visitato». «Sicuramente ci torneremo – dicono Silvia Ravasio e Alice Locatelli, animatrici –. Pensavamo a una gita un po’ noiosa, invece è stata una bella sorpresa. Incuriosiscono questi grossi tronchi che formano lo scheletro della cattedrale».

Parere simile anche per Lorenzo Ravasio e Nicola Rossi, entrambi sedicenni animatori del Cre di Pontida: «La parola cattedrale ci ha inizialmente un po’ spaventato, invece, una volta giunti sul posto ci siamo accorti che è un luogo splendido che valeva la pena vedere. Non avremmo mai pensato a una costruzione di questo genere. Sicuramente torneremo fra qualche anno per vedere lo sviluppo dei faggi piantumati». Soddisfazione è stata la parola d’ordine anche per don Franco Gazzera, direttore dell’oratorio di Pontida: «Parlano le espressioni dei volti dei ragazzi – dice Gazzera –. È l’occasione per aiutare i ragazzi a ritrovare quella naturalità che il creato offre. Un modo per fare riscoprire il senso dello stupore».

Massimo Pesenti – L’Eco di Bergamo

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