Il pupazzo di neve del Nonno
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Perché non divertirsi, anche a 86 anni, a costruire un pupazzo di neve?
Così deve aver pensato Giusto Arnoldi, di Sottochiesa (Comune di Taleggio), che ha realizzato questo pupazzo ad altezza naturale per i suoi nipoti e pronipoti, i quali hanno apprezzato il nuovo ingombrante e paffuto compagno di giochi.
Viste le precipitazioni nevose previste per oggi e domani è facile che il pupazzo si possa giovare della compagnia di altri suoi simili. Anche il piccolo scricciolo che già compare ai suoi piedi potrebbe crescere a vista d’occhio…
Un gruppo di cittadini sostenitori dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi), sezione della Valle Brembana, ha ricordato il 64° anniversario dell’eccidio che, nel 1943, costò la vita, sui monti della Valle Taleggio, in località Cantiglio, a tre partigiani: Giorgio Issel, genovese, sottotenente di artiglieria, Marcel Jabin, maresciallo dell’aviazione francese ed Evaristo Galizzi di San Giovanni Bianco, vennero uccisi dalle forze nazifasciste. Una compagnia della Wermacht, un reparto della Guardia nazionale repubblicana e la compagnia delle Brigate nere attaccarono la banda partigiana di stanza a Cantiglio.
Il ritrovamento di un manoscritto del 1823 fa riscrivere la storia locale. Non solo formaggio, stracchini e mucche: la Valle Taleggio fu anche terra ricca di tartufi, orzo, segale e allevamenti di capre. La sorpresa arriva da un manoscritto del 1823 ritrovato nella casa parrocchiale di Sottochiesa e trascritto in una pubblicazione da Arrigo Arrigoni, ex sindaco di Vedeseta, con la collaborazione di Osvalda Quarenghi e Giuseppe Musitelli. Il manoscritto dell’«agrimensore» Giuseppe Locatelli, dal titolo «Cenni, ed osservazioni sulla Vallata di Taleggio», e il nuovo libro, arricchito di migliaia di annotazioni, sono stati presentati, in un incontro affollato, al ristorante «Dell’Angelo» di Vedeseta.
Pubblicato un testo sulla vallata scritto nel 1823. Oggi la presentazione. Con questa pubblicazione «torna alla luce un corposo testo scritto nel 1823, quasi duecento anni fa, mai pubblicato, a lungo introvabile e dato ormai per perduto. Finora ci era noto solo attraverso le ripetute citazioni operate da alcuni autori che si sono occupati in passato di storia della
In cinque anni la produzione da 1.460 a 3.400 pezzi. Successo alla festa. La sagra dello Strachitunt cresce. Come cresce la produzione di Strachitunt, passata dalle 1.460 forme del 2002, anno di costituzione del Consorzio di tutela, alle 3.400 previste entro la fine di quest’anno. La terza edizione della sagra dedicata al re dei formaggi erborinati, recente vincitore di un concorso europeo in Sicilia, ha fatto ancora centro: circa 600 i partecipanti alla kermesse – tra degustazioni, menu a base di formaggi e carne, musica, castagnata e convegno – allestita dalla Pro loco, alla tensostruttura sul sagrato della parrocchiale di Pizzino.