CASSIGLIO – I rapporti quotidiani fra cittadini, vicini di casa, condomini sono spesso segnati da piccole dispute di cortile, che trovano origine nella maleducazione di qualcuno e dalle quali traspare chiaro come il buonsenso sia merce assai rara. A volte, addirittura, purtroppo queste liti sfociano in tremendi eventi di sangue, come avvenuto ad Erba (Como). Non parliamo poi delle questioni che nascono al volante, quando l’abitacolo dell’automobile sembra consentirci di lanciare improperi a destra e manca.

In questo ambito l’arte del parcheggio è sicuramente occasione per sublimare discussioni e dispute. «C’è da spostare una macchina!» divenne addirittura una canzonetta di successo nei primi anni ’90, con la voce di Francesco Salvi. Segnali univoci di costumi in degrado e soprattutto della difficoltà di comunicare fra persone in maniera garbata ed efficace. Ma un tocco di buonsenso e di sagace ironia a volte possono più di cento regolamenti e mille leggi.
Siamo a Cassiglio, sulle sponde del piccolo lago a monte dell’abitato. Il discreto afflusso di visitatori impone di regolamentare al meglio la sosta delle auto: c’è spazio per tutti, ma si tratta ovviamente di mantenere un minimo di ordine.

Forse in città qualcuno avrebbe immediatamente pensato a righe blu e parchimetri, pilomat e videosorveglianza, permessi di accesso e fasce orarie. In Alta Valle niente di tutto questo: semplicemente un piccolo cartello, ben curato anche nella grafica: «-20 punti a chi parcheggia male». Ironico e disarmante, ovviamente senza reali conseguenze. Ma nessuno parcheggia male a Cassiglio

L’Eco di Bergamo

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