Cassiglio – Volete bere l’acqua del rubinetto o usarla per cucinare? Prima fatela bollire per almeno 20 minuti. Questo il contenuto di un’ordinanza emessa ieri dal Comune di , paese di 120 abitanti in Alta . La decisione è arrivata dopo un un prelievo condotto nei giorni scorsi dall’Asl, da cui è emerso che l’acqua non è conforme agli standard di qualità fissati per il consumo. In particolare, i tecnici dell’azienda sanitaria locale il 12 luglio hanno prelevato dei campioni di acqua dalla sorgente Chignolo, nella zona del lago, e negli esami di laboratorio hanno trovato tracce di «escherichia coli», un batterio che si trova comunemente nella flora batterica intestinale degli animali e anche dell’uomo. L’assunzione di acqua o altri alimenti contaminati da questo microrganismo può provocare mal di pancia e fastidiosi disturbi gastrointestinali, ma l’«ospite indesiderato» può essere eliminato con un accorgimento: bollire l’acqua del rubinetto per almeno 20 minuti prima di berla o impiegarla per gli altri usi domestici.

Dopo i temporali
I primi segnali che qualcosa non andava nell’acqua potabile dei rubinetti di Cassiglio si erano riscontrati la scorsa settimana: dopo la violenta ondata di maltempo che si era abbattuta sulla provincia, alcuni cittadini avevano notato che da alcuni rubinetti scendeva acqua stranamente torbida. Probabilmente le piogge abbondanti hanno provocato delle infiltrazioni di terra che ha «sporcato» l’acqua potabile dei rubinetti, finendo per contaminarla con il batterio dell’escherichia coli, che è presente per esempio nelle zone dove passano mucche o animali selvatici.

L’ordinanza del sindaco
Subito informati, il Comune e l’Asl si sono attivati per i necessari controlli, in seguito ai quali è scattata l’ordinanza firmata dal sindaco. Il documento che informa i cittadini di bollire l’acqua per 20 minuti prima di usarla è stato affisso sulle bacheche in paese, ma la notizia è circolata anche grazie al passaparola tra i cittadini, tra i quali in queste settimane, come ogni anno nei mesi estivi, ci sono anche villeggianti arrivati a fuori provincia per trascorrere le vacanze in alta Val . Il paese, intanto, si adegua alle disposizioni dell’ordinanza che sarà revocata non appena saranno attivate le necessarie contromisure per evitare la contaminazione e fastidiosi mal di pancia dopo aver consumato l’acqua del rubinetto.

«Facciamo bollire tutta l’acqua che usiamo nel locale – racconta per esempio Rosalba Begnis, titolare del bar in via del Lago –. Quando la scorsa settimana ho visto che l’acqua del rubinetto era torbida per precauzione ho subito smesso di servirla e di utilizzarla del caffè. Una sera, non sapendo ancora come dovevo affrontare la cosa, per maggiore sicurezza ho anche preferito tenere chiuso il bar».

L’Eco di

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