Quando sembrava che l’accordo sui due anni di cassa straordinaria alla Valbrem di , fosse ormai un passaggio scontato, dopo l’incontro di ieri tutto potrebbe tornare in forse. Azienda e sindacati non hanno infatti trovato l’intesa sull’anticipo della cassa integrazione da parte di Valbrem. Questo complica il percorso che sembrava ormai tracciato e rimanda a un successivo incontro, già fissato per il 7 marzo, in cui le parti dovranno trovare un punto d’incontro. Per il 7 era già in programma l’incontro romano al ministero per la concessione dell’ammortizzatore, ma è stato rinviato proprio perché ad oggi mancano ancora le condizioni per arrivare alla firma.

Senza pace da ottobre
Un nuovo passaggio travagliato per l’azienda produttrice di cerchioni di ruote per camion, che vive una situazione di emergenza dallo scorso ottobre, dopo la decisione del gruppo svizzero Ronal di chiudere la fabbrica.

«La speranza – spiega Gianfranco Maifredi di Fim Cisl – era di chiudere l’accordo sulla cassa, ma ben presto abbiamo capito che l’azienda non intendeva sostenere l’anticipo della quota della Cig per i due anni. In sostanza Valbrem ci ha spiegato che non possiede le risorse per poter coprire quella spesa: a quel punto abbiamo cercato di discutere a tutto campo, ma senza fare sostanziali passi avanti. Così si è deciso di rimandare il tutto al 7 marzo, nella speranza di poter risolvere l’impasse. Aspetteremo anche a convocare l’assemblea dopo quella data, per spiegare ai lavoratori gli auspicati passi avanti».

La cassa speciale di due anni per cessazione di attività coinvolgerà tutti i 108 dipendenti: di questi una trentina, riferisce il sindacato, «continuerà comunque l’attività fino a novembre tra meccanica e logistica, 3 sono andati in mobilità, mentre altri 25 sono distaccati in varie aziende (ma sempre in organico Valbrem) del territorio limitrofo. Alla scadenza della cassa in deroga quindi (26 marzo) subito in cassa speciale potrebbero ritrovarsi in una cinquantina, salvo crescere di numero durante l’anno al momento della chiusura definitiva dell’azienda di Lenna».

Appello alle Istituzioni
«Rileviamo – spiega Margherita Dozzi della segreteria di Fiom Cgil – che ad oggi non ci sono le condizioni per un’intesa neppure sulla cassa speciale, dato che l’azienda ha dimostrato di non avere interesse ad anticipare sapendo che tanto andrà via. Oggi quello che registriamo è l’assenza delle istituzioni che si erano interessate precedentemente: a nostro avviso sarebbe auspicabile che tornassero a farsi sentire e si potesse rivedere quell’accordo quadro, impegnando l’azienda a trovare strumenti alternativi ai licenziamenti».

Anche se il sindacato spera che le condizioni possano ancora cambiare, dall’azienda non arrivano grosse speranze: «Purtroppo – spiega il direttore generale Kai Staschko – è difficile che da qui al 7 marzo le cose possano cambiare: ribadisco che la situazione finanziaria dell’azienda non è buona, abbiamo già spremuto ogni risorsa, e l’unica condizione sarebbe quella di poter anticipare il Tfr ai lavoratori, ma ripeto, la liquidità è finita».

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